Il diritto amministrativo regola l'esercizio del potere pubblico e le posizioni dei privati: il diritto soggettivo, situazione di vantaggio piena e immediata, e l'interesse legittimo, posizione correlata al corretto esercizio del potere, tutelata dinanzi al giudice amministrativo. L'azione della PA è governata dall'art. 97 Cost. (legalità, imparzialità, buon andamento) e dall'art. 1 della L. 241/1990, che detta i criteri di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza, oltre ai principi dell'ordinamento UE.
Il provvedimento amministrativo è l'atto tipico con cui la PA esercita il proprio potere, dotato di autoritarietà ed esecutorietà (art. 21-ter L. 241/1990); la sua efficacia, per gli atti limitativi, decorre dalla comunicazione al destinatario (art. 21-bis). La discrezionalità amministrativa, ponderazione comparativa degli interessi in gioco, si distingue dalla discrezionalità tecnica e dal merito, quest'ultimo sottratto al sindacato del giudice. I vizi di legittimità danno luogo, di regola, ad annullabilità (art. 21-octies: incompetenza relativa, violazione di legge, eccesso di potere); nei soli casi tassativi — mancanza degli elementi essenziali, difetto assoluto di attribuzione, violazione o elusione del giudicato — il provvedimento è affetto da nullità (art. 21-septies), rilevabile d'ufficio e non sanabile. La PA può poi riesaminare i propri atti in autotutela: l'annullamento d'ufficio (art. 21-nonies) rimuove un provvedimento illegittimo, per ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole; la revoca (art. 21-quinquies) incide invece su un atto legittimo mediante una nuova valutazione dell'interesse pubblico, con effetti ex nunc e obbligo di indennizzo per i pregiudizi arrecati.
La L. 241/1990 disciplina le fasi del procedimento (iniziativa, istruttoria, decisoria, integrativa dell'efficacia), affidate a un responsabile del procedimento (artt. 4-6) che cura la comunicazione di avvio (art. 7) e assicura la partecipazione degli interessati. Prima di un provvedimento negativo su istanza di parte, la PA comunica il preavviso di rigetto (art. 10-bis), che sospende i termini. L'inerzia della PA è temperata dal silenzio-assenso (art. 20) o, quando non equivale ad accoglimento, dal silenzio-inadempimento impugnabile; la SCIA (art. 19) libera l'iniziativa privata nelle attività a requisiti vincolati. La conferenza di servizi (art. 14) coordina più amministrazioni coinvolte, mentre gli accordi (art. 11) consentono di integrare o sostituire il provvedimento. Ogni atto deve essere motivato (art. 3), indicando presupposti di fatto e ragioni giuridiche.
L'accesso documentale (artt. 22-25 L. 241/1990) spetta a chi vanti un interesse diretto, concreto e attuale collegato al documento, con tutela dei controinteressati; l'accesso civico, semplice e generalizzato (art. 5 D.Lgs. 33/2013, come modificato dal D.Lgs. 97/2016), spetta invece a chiunque, senza necessità di motivazione, per favorire il controllo diffuso sull'operato della PA, entro i limiti posti a tutela di interessi pubblici e privati (art. 5-bis).
1. Nel diritto amministrativo, il diritto soggettivo è definito come:
Il diritto soggettivo è una situazione di vantaggio piena e immediata, protetta direttamente e non mediata dall'esercizio di un potere amministrativo, a differenza dell'interesse legittimo. (Diritto amministrativo — Situazioni giuridiche soggettive (artt. 24, 103, 113 Cost.))
2. L'interesse legittimo può essere definito come:
L'interesse legittimo è correlato all'esercizio del potere amministrativo: la posizione del privato è tutelata nella misura in cui è compatibile con il corretto esercizio di tale potere. (Diritto amministrativo — Situazioni giuridiche soggettive (artt. 24, 103, 113 Cost.))
3. Di regola, la tutela giurisdizionale del diritto soggettivo nei confronti della pubblica amministrazione spetta:
La regola generale attribuisce la tutela del diritto soggettivo al giudice ordinario; il giudice amministrativo conosce di diritti soggettivi solo nelle materie di giurisdizione esclusiva previste dalla legge. (Diritto amministrativo — Situazioni giuridiche soggettive (artt. 103, 113 Cost.))
4. La tutela giurisdizionale dell'interesse legittimo nei confronti degli atti della pubblica amministrazione è tipicamente affidata:
L'art. 103 Cost. attribuisce al giudice amministrativo la tutela, nei confronti della pubblica amministrazione, degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi. (Diritto amministrativo — Situazioni giuridiche soggettive (art. 103 Cost.))
5. Si definisce interesse legittimo oppositivo la posizione soggettiva del privato che:
L'interesse legittimo oppositivo si contrappone all'esercizio di un potere ablatorio o comunque sfavorevole, mentre quello pretensivo mira a ottenere un provvedimento favorevole. (Diritto amministrativo — Situazioni giuridiche soggettive (artt. 24, 103 Cost.))
6. L'interesse legittimo pretensivo si configura quando il privato:
L'interesse pretensivo tende all'ottenimento di un provvedimento ampliativo (ad esempio un'autorizzazione), a differenza dell'interesse oppositivo che si contrappone a un provvedimento sfavorevole. (Diritto amministrativo — Situazioni giuridiche soggettive (artt. 24, 103 Cost.))
7. La distinzione tra interessi diffusi e interessi collettivi si fonda essenzialmente sul fatto che:
Gli interessi diffusi non hanno un titolare individuato (adespoti) e fanno capo alla collettività, mentre gli interessi collettivi sono imputabili a un ente esponenziale che rappresenta una categoria definita di soggetti. (Diritto amministrativo — Situazioni giuridiche soggettive (artt. 24, 103 Cost.))
8. Secondo la ricostruzione teorica classica, si parla di affievolimento (o degradazione) del diritto soggettivo quando:
La teoria dell'affievolimento descrive il fenomeno per cui l'esercizio di un potere amministrativo, specie nei provvedimenti ablatori, incide su un diritto soggettivo del privato degradandolo a interesse legittimo. (Diritto amministrativo — Situazioni giuridiche soggettive (artt. 24, 103, 113 Cost.))
9. Un Comune avvia un procedimento di esproprio su un'area di proprietà di Tizio per la realizzazione di un'opera pubblica. La posizione giuridica soggettiva di Tizio, rispetto al potere espropriativo, è qualificabile come:
Di fronte all'esercizio di un potere ablatorio come l'espropriazione, la posizione del proprietario si qualifica come interesse legittimo oppositivo, poiché egli si oppone a un provvedimento sfavorevole. (Diritto amministrativo — Situazioni giuridiche soggettive (artt. 24, 103 Cost.))
10. Caio presenta al Comune un'istanza per ottenere il rilascio di un'autorizzazione commerciale necessaria per l'apertura di un esercizio. In attesa del provvedimento, la posizione giuridica soggettiva di Caio è qualificabile come:
Chi aspira al rilascio di un provvedimento ampliativo, come un'autorizzazione, è titolare di un interesse legittimo pretensivo, poiché la sua posizione dipende dal corretto esercizio del potere amministrativo. (Diritto amministrativo — Situazioni giuridiche soggettive (artt. 24, 103 Cost.))
11. Un veicolo di proprietà comunale, condotto da un dipendente dell'ente durante il servizio, provoca un danno all'autovettura di un privato per un sinistro stradale. La pretesa risarcitoria del privato nei confronti del Comune si configura come:
La pretesa al risarcimento del danno da fatto illecito, non collegata all'esercizio di un potere amministrativo autoritativo, costituisce un diritto soggettivo tutelabile davanti al giudice ordinario secondo le regole della responsabilità civile. (Diritto amministrativo — Situazioni giuridiche soggettive (artt. 103, 113 Cost.))
12. Un'associazione ambientalista, statutariamente costituita per la tutela di un determinato territorio, impugna un provvedimento comunale che autorizza un intervento ritenuto lesivo dell'ambiente locale. La posizione fatta valere dall'associazione si qualifica come:
Quando l'interesse è fatto valere da un ente esponenziale, dotato di statuto e finalità stabili e riferito a una collettività definita e a un ambito territoriale determinato, si tratta di un interesse collettivo e non più di un interesse diffuso adespota. (Diritto amministrativo — Situazioni giuridiche soggettive (artt. 24, 103 Cost.))
13. Con riferimento al riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo, quale delle seguenti affermazioni è ERRATA?
L'affermazione è errata perché, nelle materie di giurisdizione esclusiva individuate dalla legge ai sensi dell'art. 103 Cost., il giudice amministrativo conosce anche di diritti soggettivi, non solo di interessi legittimi. (Diritto amministrativo — Situazioni giuridiche soggettive (art. 103 Cost.))
14. Ai sensi dell'art. 97 della Costituzione, i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge in modo da assicurare:
L'art. 97 Cost. impone che l'organizzazione dei pubblici uffici, disciplinata dalla legge, assicuri il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. (Diritto amministrativo — Principi dell'azione amministrativa (art. 97 Cost.))
15. In base all'art. 97 della Costituzione, l'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni avviene:
L'art. 97, ultimo comma, Cost. stabilisce che agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvi i casi stabiliti dalla legge. (Diritto amministrativo — Principi dell'azione amministrativa (art. 97 Cost.))
16. Il principio di legalità, riferito all'azione amministrativa, comporta che:
Il principio di legalità sostanziale impone che la pubblica amministrazione eserciti solo i poteri attribuiti dalla legge, in base ai principi di tipicità e nominatività dei provvedimenti amministrativi. (Diritto amministrativo — Principi dell'azione amministrativa (art. 97 Cost.))
17. Il principio di imparzialità dell'azione amministrativa si traduce, tra l'altro, nell'obbligo per il funzionario di:
L'imparzialità impone di non discriminare i soggetti coinvolti nell'azione amministrativa e si traduce, tra l'altro, nell'obbligo di astensione del funzionario in caso di conflitto di interessi; le altre opzioni descrivono rispettivamente economicità, trasparenza ed efficacia/tempestività. (Diritto amministrativo — Principi dell'azione amministrativa (art. 97 Cost.; art. 1 L. 241/1990))
18. Il principio di buon andamento dell'amministrazione, di cui all'art. 97 Cost., è comunemente riferito a:
Il buon andamento richiama i profili di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa, correlati ai criteri poi codificati dall'art. 1 della legge n. 241/1990. (Diritto amministrativo — Principi dell'azione amministrativa (art. 97 Cost.))
19. Ai sensi dell'art. 1, comma 1, della legge n. 241/1990, l'attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta dai criteri di:
L'art. 1, comma 1, L. 241/1990 elenca espressamente i criteri di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza, richiamando inoltre i princìpi dell'ordinamento dell'Unione europea. (Diritto amministrativo — Principi dell'azione amministrativa (art. 1 L. 241/1990))
20. Un procedimento amministrativo si protrae inutilmente perché l'ufficio richiede più volte al cittadino documenti già in possesso di altra amministrazione, senza alcuna necessità istruttoria straordinaria. Tale comportamento contrasta principalmente con il criterio di:
L'art. 1, comma 2, L. 241/1990 vieta di aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze istruttorie: richiedere ripetutamente documenti già disponibili viola il criterio di economicità, che impone l'uso ottimale delle risorse con il minor dispendio di mezzi. (Diritto amministrativo — Principi dell'azione amministrativa (art. 1 L. 241/1990))
21. Un ufficio comunale competente al rilascio di permessi di costruire adotta un nuovo sistema informatico che consente di raggiungere pienamente l'obiettivo, fissato dalla norma attributiva del potere, di garantire in tempi rapidi la legittimità edilizia degli interventi. Tale miglioramento del rapporto tra risultati raggiunti e obiettivi prefissati dalla norma attiene principalmente al criterio di:
Il criterio di efficacia esprime il rapporto tra i risultati effettivamente conseguiti dall'azione amministrativa e gli obiettivi fissati dalla norma attributiva del potere, distinguendosi dall'economicità, che riguarda invece l'ottimizzazione dei mezzi impiegati. (Diritto amministrativo — Principi dell'azione amministrativa (art. 1 L. 241/1990))
22. I criteri di pubblicità e trasparenza, aggiunti espressamente all'art. 1 della legge n. 241/1990 dalla legge n. 15/2005, attengono principalmente a:
Pubblicità e trasparenza esprimono l'esigenza di conoscibilità dell'azione amministrativa e delle regole che la governano, e costituiscono il presupposto anche del diritto di accesso ai documenti amministrativi. (Diritto amministrativo — Principi dell'azione amministrativa (art. 1 L. 241/1990))
23. Nel corso di un procedimento amministrativo già istruito, il responsabile richiede al privato un ulteriore adempimento non necessario, in assenza di straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria. Tale condotta è in contrasto con quanto previsto da:
L'art. 1, comma 2, L. 241/1990 vieta espressamente all'amministrazione di aggravare il procedimento, se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria. (Diritto amministrativo — Principi dell'azione amministrativa (art. 1 L. 241/1990))
24. Ai sensi dell'art. 1, comma 1-bis, della legge n. 241/1990, la pubblica amministrazione, nell'adozione di atti di natura non autoritativa, agisce:
L'art. 1, comma 1-bis, L. 241/1990 prevede che, per gli atti di natura non autoritativa, la pubblica amministrazione agisca secondo le norme di diritto privato, salvo diversa disposizione di legge. (Diritto amministrativo — Principi dell'azione amministrativa (art. 1 L. 241/1990))
25. Tra i princìpi dell'ordinamento dell'Unione europea richiamati dall'art. 1 della legge n. 241/1990 e applicabili all'azione amministrativa nazionale rientra il principio di:
Tra i princìpi dell'ordinamento dell'Unione europea richiamati dall'art. 1 L. 241/1990 vi è il principio di proporzionalità, secondo cui l'azione amministrativa deve essere adeguata e non eccedente rispetto allo scopo da raggiungere. (Diritto amministrativo — Principi dell'azione amministrativa (art. 1 L. 241/1990))
26. Con riferimento ai criteri elencati dall'art. 1, comma 1, della legge n. 241/1990, quale delle seguenti affermazioni è ERRATA?
L'affermazione è errata perché la gratuità non è un criterio elencato dall'art. 1, comma 1, L. 241/1990, che indica invece economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità, trasparenza e i princìpi UE. (Diritto amministrativo — Principi dell'azione amministrativa (art. 1 L. 241/1990))
27. Quale dei seguenti elementi è considerato essenziale ai fini della validità del provvedimento amministrativo?
Il soggetto competente, l'oggetto, il contenuto, la forma, la causa e la motivazione sono elementi essenziali; termine, condizione e modo sono invece elementi accidentali, apponibili solo se compatibili con la natura dell'atto. (Diritto amministrativo — Elementi del provvedimento (art. 21-septies L. 241/1990))
28. Ai sensi dell'art. 21-septies della legge n. 241/1990, quale conseguenza produce la mancanza di un elemento essenziale del provvedimento amministrativo?
L'art. 21-septies L. 241/1990 qualifica come nullo il provvedimento privo degli elementi essenziali, distinguendolo dai vizi di legittimità che comportano annullabilità. (Diritto amministrativo — Nullità del provvedimento (art. 21-septies L. 241/1990))
29. Gli elementi accidentali del provvedimento amministrativo, quali termine, condizione e modo, possono essere apposti dall'amministrazione:
Gli elementi accidentali integrano il contenuto del provvedimento ma sono ammissibili solo se compatibili con la natura e la funzione dell'atto tipico a cui si aggiungono. (Diritto amministrativo — Elementi accidentali del provvedimento)
30. Il carattere dell'autoritarietà (o imperatività) del provvedimento amministrativo consiste nella sua idoneità a:
L'autoritarietà indica la capacità del provvedimento di incidere unilateralmente sulla sfera giuridica del destinatario, a prescindere dal suo consenso; è concetto distinto dall'esecutorietà, che riguarda l'esecuzione coattiva. (Diritto amministrativo — Caratteri del provvedimento (autoritarietà))
31. Il principio di tipicità del provvedimento amministrativo comporta che:
La tipicità implica che i provvedimenti amministrativi corrispondono solo ai modelli previsti dalla legge, non essendo ammessi provvedimenti atipici creati discrezionalmente dall'amministrazione. (Diritto amministrativo — Caratteri del provvedimento (tipicità))
32. Il carattere della nominatività del provvedimento amministrativo indica che:
La nominatività, correlata alla tipicità, comporta che a ciascun tipo di provvedimento previsto dalla legge corrisponda un nome e una disciplina specifica. (Diritto amministrativo — Caratteri del provvedimento (nominatività))
33. Un Comune rilascia un permesso di costruire subordinandone l'efficacia al rilascio, entro sei mesi, del nulla osta paesaggistico da parte di altra autorità. Tale subordinazione integra:
La subordinazione dell'efficacia dell'atto al verificarsi di un evento futuro e incerto costituisce condizione, elemento accidentale apponibile se compatibile con la natura dell'atto. (Diritto amministrativo — Elementi accidentali (condizione))
34. Con riferimento agli elementi essenziali del provvedimento amministrativo, motivazione e forma si distinguono in quanto:
La motivazione, elemento essenziale, dà conto delle ragioni giuridiche e fattuali della decisione; la forma, anch'essa essenziale, è il modo di manifestazione esteriore della volontà amministrativa: si tratta di elementi distinti benché entrambi essenziali. (Diritto amministrativo — Elementi del provvedimento (motivazione e forma))
35. L'autorizzazione amministrativa si caratterizza per la sua natura:
L'autorizzazione ha natura dichiarativa/accertativa: non crea il diritto, ma rimuove un ostacolo legale al suo esercizio, diritto che preesisteva in capo al privato. (Diritto amministrativo — Tipologie di provvedimenti (autorizzazione))