La L. 190/2012 ha introdotto in Italia un sistema organico di prevenzione della corruzione nella PA. A livello nazionale, l'ANAC adotta il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA), atto di indirizzo generale. A livello di ente, il RPCT predispone la programmazione anticorruzione, a partire dalla mappatura dei rischi (identificazione, analisi e trattamento dei processi esposti), e vigila sulle misure di prevenzione: rotazione del personale, formazione mirata, gestione dei conflitti di interesse, tutela di chi segnala illeciti.
Il D.Lgs. 33/2013, modificato dal D.Lgs. 97/2016, disciplina gli obblighi di pubblicazione nella sezione "Amministrazione trasparente" e l'accesso civico in due forme: l'accesso civico semplice, per la pubblicazione di dati soggetti a obbligo e omessi, e l'accesso civico generalizzato (FOIA), che consente a chiunque di accedere a dati e documenti ulteriori, senza motivazione né interesse qualificato, salvo i limiti tassativi dell'art. 5-bis a tutela di interessi pubblici e privati, inclusa la protezione dei dati personali.
Il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), introdotto dall'art. 6 del D.L. 80/2021 (conv. L. 113/2021), è un documento unico di programmazione triennale, aggiornato annualmente, che assorbe il PTPCT, il Piano della performance, il POLA e il piano dei fabbisogni di personale, per semplificare e integrare la programmazione degli enti.
Il D.Lgs. 39/2013 distingue l'inconferibilità, che preclude ab origine il conferimento di un incarico (es. per condanne per reati contro la PA), dall'incompatibilità, che impone al titolare di optare tra l'incarico e altra situazione sopravvenuta, pena la decadenza. Il D.Lgs. 24/2023, recependo la direttiva UE 2019/1937, ha riformato il whistleblowing: riservatezza del segnalante, canali interno ed esterno (verso ANAC), divieto di ritorsioni. Il codice di comportamento (DPR 62/2013) regola doveri di servizio, limiti a regali/utilità e conflitto di interessi.
Il GDPR e il D.Lgs. 196/2003, adeguato dal D.Lgs. 101/2018, disciplinano il trattamento dei dati personali. Per la PA la base giuridica tipica è l'esecuzione di un compito di interesse pubblico, non il consenso. Il titolare determina finalità e mezzi del trattamento; il responsabile tratta i dati per suo conto su base contrattuale. Le autorità pubbliche designano obbligatoriamente un DPO/RPD, con funzioni di consulenza e sorveglianza, distinto dal RPCT. Agli interessati sono riconosciuti diritti di accesso, rettifica, cancellazione e limitazione, entro i limiti dei compiti istituzionali della PA. Il Garante vigila sull'applicazione della disciplina.
1. La legge 6 novembre 2012, n. 190, recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione", persegue quale finalità principale:
La L. 190/2012 introduce un sistema organico di prevenzione della corruzione nella PA, affidato ad ANAC e ai singoli enti tramite RPCT e strumenti di programmazione. (Anticorruzione L.190/2012)
2. Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) si distingue dal Responsabile della Protezione dei Dati (DPO/RPD) in quanto:
Si tratta di due figure distinte con compiti diversi: prevenzione della corruzione/trasparenza (RPCT) e protezione dei dati personali (DPO), pur potendo l'ente coordinarne l'attività. (Anticorruzione L.190/2012)
3. L'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) esercita, tra le altre, funzioni di:
ANAC vigila sull'applicazione della normativa anticorruzione e trasparenza, oltre a svolgere funzioni in materia di contratti pubblici. (Anticorruzione L.190/2012)
4. Tra i compiti del RPCT NON rientra:
La rappresentanza legale dell'ente spetta ai dirigenti/organi rappresentativi secondo l'ordinamento, non è funzione tipica del RPCT, che invece propone il piano e ne vigila l'attuazione. (Anticorruzione L.190/2012)
5. Un funzionario che, prima di assumere una decisione, verifica se il procedimento rientra tra i processi mappati come a rischio "alto" nel piano anticorruzione dell'ente, sta applicando concretamente:
La mappatura dei rischi individua i processi esposti e le misure di prevenzione/trattamento associate, che il personale è chiamato ad applicare nell'attività quotidiana. (Anticorruzione L.190/2012)
6. Il sistema di prevenzione della corruzione delineato dalla L. 190/2012 si fonda su un approccio:
Il modello adottato è quello del risk management, mutuato da standard internazionali, con fasi di identificazione, analisi/ponderazione e trattamento del rischio. (Anticorruzione L.190/2012)
7. La sezione del sito istituzionale in cui le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati, le informazioni e i documenti previsti dagli obblighi di trasparenza si denomina:
"Amministrazione trasparente" è la sezione del sito istituzionale in cui confluiscono i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi del D.Lgs. 33/2013. (Trasparenza D.Lgs 33/2013)
8. L'accesso civico generalizzato (FOIA), disciplinato dall'art. 5-bis del D.Lgs. 33/2013, può essere rifiutato dall'amministrazione quando:
L'art. 5-bis individua eccezioni assolute e relative, queste ultime subordinate alla verifica di un pregiudizio concreto a interessi pubblici (es. sicurezza, ordine pubblico) o privati (es. protezione dei dati personali). (Trasparenza D.Lgs 33/2013)
9. Il D.Lgs. 33/2013 è stato oggetto di rilevanti modifiche ad opera del D.Lgs. 97/2016, che ha in particolare:
Il D.Lgs. 97/2016 ha esteso il modello dell'accesso civico introducendo la versione "generalizzata" di ispirazione FOIA e ha razionalizzato gli obblighi di pubblicazione. (Trasparenza D.Lgs 33/2013)
10. L'accesso civico, sia nella forma semplice sia in quella generalizzata, è caratterizzato dal fatto di essere:
L'istanza di accesso civico è gratuita, fatto salvo l'eventuale rimborso dei costi di riproduzione su supporto materiale, e non richiede motivazione né interesse qualificato. (Trasparenza D.Lgs 33/2013)
11. Gli obblighi di pubblicazione previsti dal D.Lgs. 33/2013 riguardano, tra l'altro, i dati relativi:
Tra le sezioni tipiche di "Amministrazione trasparente" figurano i dati su bandi di gara e contratti pubblici, in un'ottica di controllo diffuso sull'uso delle risorse. (Trasparenza D.Lgs 33/2013)
12. La finalità dichiarata dell'accesso civico generalizzato, secondo il D.Lgs. 33/2013 come modificato dal D.Lgs. 97/2016, è quella di:
La ratio dell'istituto, di matrice FOIA, è quella di rafforzare la partecipazione e il controllo diffuso dei cittadini sull'azione della pubblica amministrazione. (Trasparenza D.Lgs 33/2013)
13. Tra gli strumenti di programmazione assorbiti dal PIAO rientra:
Il PIAO assorbe, tra gli altri, il PTPCT (sezione anticorruzione e trasparenza dell'ente), mentre il PNA resta l'atto di indirizzo generale adottato da ANAC.
14. Il POLA (Piano Organizzativo del Lavoro Agile), già autonomo strumento di programmazione, nell'attuale assetto normativo:
Il POLA, disciplinato in precedenza in autonomia, è stato assorbito dal PIAO quale specifica sezione relativa all'organizzazione del lavoro agile.
15. Un piccolo Comune, con organico inferiore alla soglia dimensionale prevista dalla normativa sul PIAO, è tenuto ad adottare tale strumento:
La disciplina attuativa prevede modalità semplificate di adozione del PIAO per le amministrazioni di minori dimensioni, comunque tenute alla programmazione integrata.
16. Il PIAO è adottato, in linea generale, entro il termine del:
Il termine ordinario per l'adozione/aggiornamento del PIAO è fissato al 31 gennaio, in coerenza con gli altri termini di programmazione degli enti.
17. Il PIAO, in quanto documento unico di programmazione, è finalizzato in particolare a garantire la coerenza tra:
Il PIAO integra in un'unica cornice programmatoria gli aspetti organizzativi, di gestione del personale e di prevenzione della corruzione, prima trattati in piani separati.
18. Un dirigente, dopo aver assunto un incarico presso un ente pubblico, accetta anche una carica in un organo di gestione di un ente di diritto privato regolato dalla medesima amministrazione. Tale situazione, se non rimossa, integra un caso di:
Trattandosi di una situazione sopravvenuta di cumulo tra incarichi, si configura incompatibilità, che impone al titolare di optare per uno dei due incarichi entro il termine di legge, pena la decadenza. (Anticorruzione L.190/2012)
19. Il D.Lgs. 10 marzo 2023, n. 24, ha dato attuazione in Italia:
Il D.Lgs. 24/2023 recepisce la direttiva UE 2019/1937, riformando la disciplina italiana della tutela del whistleblower. (Anticorruzione L.190/2012)
20. Oltre al canale di segnalazione interna, il D.Lgs. 24/2023 prevede la possibilità di una segnalazione esterna, da inoltrare:
Il canale esterno di segnalazione, attivabile in presenza di determinate condizioni, è gestito da ANAC, che ne cura la ricezione e l'istruttoria. (Anticorruzione L.190/2012)
21. Un dipendente pubblico riceve da un privato, interessato a un procedimento amministrativo in corso presso il proprio ufficio, un regalo di modico valore in occasione delle festività. La disciplina di riferimento per valutare la liceità di tale condotta è:
Il DPR 62/2013 disciplina i limiti all'accettazione di regali e utilità da parte del dipendente pubblico, quale misura di prevenzione dei conflitti di interesse. (Anticorruzione L.190/2012)
22. Le disposizioni sull'inconferibilità e incompatibilità degli incarichi trovano applicazione, oltre che nelle pubbliche amministrazioni, anche:
Il D.Lgs. 39/2013 estende, per specifiche fattispecie, l'applicazione della disciplina anche agli enti di diritto privato in controllo pubblico. (Anticorruzione L.190/2012)
23. In materia di whistleblowing, il D.Lgs. 24/2023 NON consente:
Il divieto di ritorsione nei confronti del segnalante in buona fede è il principio cardine della tutela whistleblower, mentre le altre opzioni indicano canali di segnalazione espressamente ammessi. (Anticorruzione L.190/2012)
24. Tra i principi generali del trattamento dei dati personali sanciti dal GDPR rientra il principio di:
Il principio di minimizzazione (art. 5 GDPR) impone che i dati trattati siano adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità del trattamento.
25. Nel sistema del GDPR, il "titolare del trattamento" è definito come il soggetto che:
L'art. 4 GDPR definisce il titolare come il soggetto che determina finalità e mezzi del trattamento, distinguendolo dal responsabile che opera per suo conto.
26. Il Responsabile della Protezione dei Dati (DPO) di un ente locale svolge, tra le altre, la funzione di:
Il DPO svolge funzioni di consulenza, sorveglianza e informazione in materia di protezione dei dati, ed è punto di contatto con l'autorità di controllo (Garante), a differenza del RPCT competente sulla prevenzione della corruzione. (GDPR)
27. Un cittadino chiede a un ente locale la rettifica di un dato anagrafico inesatto contenuto nei propri archivi. Tale richiesta trova fondamento nel diritto dell'interessato:
Il diritto di rettifica (art. 16 GDPR) consente all'interessato di ottenere la correzione di dati personali inesatti o incompleti detenuti dal titolare del trattamento.
28. Nel rapporto tra trasparenza amministrativa e protezione dei dati personali, il GDPR e la disciplina sulla trasparenza impongono all'ente di:
La pubblicazione di dati previsti dagli obblighi di trasparenza deve avvenire nel rispetto dei principi del GDPR, pubblicando solo quanto necessario e proporzionato, senza necessità di consenso per gli obblighi di legge.
29. Il principio di "responsabilizzazione" (accountability), introdotto dal GDPR, impone al titolare del trattamento di:
L'accountability (art. 5, par. 2, e art. 24 GDPR) pone in capo al titolare l'onere di adottare e comprovare misure adeguate a garantire e dimostrare la conformità del trattamento, senza che ciò esoneri il titolare stesso trasferendo la responsabilità al DPO.
30. L'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) adotta, con cadenza triennale, quale documento di indirizzo generale in materia di prevenzione della corruzione?
Il PNA è adottato da ANAC quale atto di indirizzo generale cui le pubbliche amministrazioni conformano la propria programmazione anticorruzione. (Anticorruzione L.190/2012)
31. Un Comune deve predisporre l'analisi delle aree di attività maggiormente esposte al rischio di fenomeni corruttivi, propedeutica all'individuazione delle misure di prevenzione. Questa attività si definisce:
La mappatura dei processi e dei relativi rischi corruttivi è la fase istruttoria fondamentale della sezione anticorruzione della programmazione dell'ente. (Anticorruzione L.190/2012)
32. In un ente locale privo di dirigenza, il RPCT segnala all'organo di indirizzo eventuali disfunzioni riscontrate nell'attuazione delle misure anticorruzione. Tale attività rientra tra i compiti tipici del RPCT relativi a:
Tra i compiti del RPCT vi è la vigilanza sul funzionamento e sull'osservanza del piano anticorruzione, con obbligo di segnalare disfunzioni all'organo di indirizzo. (Anticorruzione L.190/2012)
33. Il conflitto di interessi del dipendente pubblico, quale misura di prevenzione della corruzione, comporta in capo al dipendente:
In caso di conflitto di interessi il dipendente deve astenersi e segnalare la situazione al superiore, secondo quanto previsto dalla normativa anticorruzione e dal codice di comportamento. (Anticorruzione L.190/2012)
34. Con riferimento alla formazione del personale quale misura di prevenzione della corruzione, la L. 190/2012 e il PNA prevedono che:
La formazione è misura generale di prevenzione: il RPCT ne propone i contenuti in coerenza con le aree di rischio individuate, coinvolgendo il personale già in servizio. (Anticorruzione L.190/2012)
35. Il dirigente responsabile di un settore comunale, individuato come referente per l'attuazione delle misure anticorruzione nel proprio ufficio, collabora con il RPCT fornendo dati e informazioni necessarie al monitoraggio. Questo rapporto esprime il principio secondo cui la prevenzione della corruzione:
L'efficacia del sistema anticorruzione richiede la collaborazione di tutta la struttura, con i dirigenti quali referenti operativi nelle rispettive aree. (Anticorruzione L.190/2012)