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🔍 Trasparenza, anticorruzione, PIAO e privacy

Anticorruzione: L. 190/2012

La L. 190/2012 ha introdotto in Italia un sistema organico di prevenzione della corruzione nella PA. A livello nazionale, l'ANAC adotta il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA), atto di indirizzo generale. A livello di ente, il RPCT predispone la programmazione anticorruzione, a partire dalla mappatura dei rischi (identificazione, analisi e trattamento dei processi esposti), e vigila sulle misure di prevenzione: rotazione del personale, formazione mirata, gestione dei conflitti di interesse, tutela di chi segnala illeciti.

Trasparenza: D.Lgs. 33/2013

Il D.Lgs. 33/2013, modificato dal D.Lgs. 97/2016, disciplina gli obblighi di pubblicazione nella sezione "Amministrazione trasparente" e l'accesso civico in due forme: l'accesso civico semplice, per la pubblicazione di dati soggetti a obbligo e omessi, e l'accesso civico generalizzato (FOIA), che consente a chiunque di accedere a dati e documenti ulteriori, senza motivazione né interesse qualificato, salvo i limiti tassativi dell'art. 5-bis a tutela di interessi pubblici e privati, inclusa la protezione dei dati personali.

PIAO

Il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), introdotto dall'art. 6 del D.L. 80/2021 (conv. L. 113/2021), è un documento unico di programmazione triennale, aggiornato annualmente, che assorbe il PTPCT, il Piano della performance, il POLA e il piano dei fabbisogni di personale, per semplificare e integrare la programmazione degli enti.

Inconferibilità, incompatibilità e whistleblowing

Il D.Lgs. 39/2013 distingue l'inconferibilità, che preclude ab origine il conferimento di un incarico (es. per condanne per reati contro la PA), dall'incompatibilità, che impone al titolare di optare tra l'incarico e altra situazione sopravvenuta, pena la decadenza. Il D.Lgs. 24/2023, recependo la direttiva UE 2019/1937, ha riformato il whistleblowing: riservatezza del segnalante, canali interno ed esterno (verso ANAC), divieto di ritorsioni. Il codice di comportamento (DPR 62/2013) regola doveri di servizio, limiti a regali/utilità e conflitto di interessi.

Privacy: GDPR e Codice Privacy

Il GDPR e il D.Lgs. 196/2003, adeguato dal D.Lgs. 101/2018, disciplinano il trattamento dei dati personali. Per la PA la base giuridica tipica è l'esecuzione di un compito di interesse pubblico, non il consenso. Il titolare determina finalità e mezzi del trattamento; il responsabile tratta i dati per suo conto su base contrattuale. Le autorità pubbliche designano obbligatoriamente un DPO/RPD, con funzioni di consulenza e sorveglianza, distinto dal RPCT. Agli interessati sono riconosciuti diritti di accesso, rettifica, cancellazione e limitazione, entro i limiti dei compiti istituzionali della PA. Il Garante vigila sull'applicazione della disciplina.

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Preguntas de muestra (35)

1. La legge 6 novembre 2012, n. 190, recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione", persegue quale finalità principale:

  1. La prevenzione e il contrasto della corruzione e dell'illegalità nell'attività amministrativa
  2. La disciplina del procedimento amministrativo e dell'accesso ai documenti
  3. Il riordino della contabilità e del bilancio degli enti pubblici
  4. La regolazione del rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni

La L. 190/2012 introduce un sistema organico di prevenzione della corruzione nella PA, affidato ad ANAC e ai singoli enti tramite RPCT e strumenti di programmazione. (Anticorruzione L.190/2012)

2. Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) si distingue dal Responsabile della Protezione dei Dati (DPO/RPD) in quanto:

  1. Le due figure coincidono sempre nella stessa persona per legge
  2. Il RPCT è nominato dal Garante privacy, mentre il DPO è nominato dall'ANAC
  3. Il RPCT si occupa esclusivamente del trattamento dei dati personali, mentre il DPO cura la prevenzione della corruzione
  4. Il RPCT cura la prevenzione della corruzione e gli obblighi di trasparenza dell'ente, mentre il DPO vigila sull'applicazione della normativa in materia di protezione dei dati personali

Si tratta di due figure distinte con compiti diversi: prevenzione della corruzione/trasparenza (RPCT) e protezione dei dati personali (DPO), pur potendo l'ente coordinarne l'attività. (Anticorruzione L.190/2012)

3. L'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) esercita, tra le altre, funzioni di:

  1. Nomina dei segretari comunali e provinciali
  2. Gestione diretta dei bilanci degli enti locali in dissesto
  3. Vigilanza e controllo sull'effettiva applicazione delle misure di prevenzione della corruzione e trasparenza
  4. Approvazione degli statuti comunali

ANAC vigila sull'applicazione della normativa anticorruzione e trasparenza, oltre a svolgere funzioni in materia di contratti pubblici. (Anticorruzione L.190/2012)

4. Tra i compiti del RPCT NON rientra:

  1. La predisposizione della proposta di piano di prevenzione della corruzione
  2. La rappresentanza legale dell'ente nei giudizi civili e amministrativi
  3. La verifica dell'attuazione delle misure di prevenzione previste
  4. La vigilanza sul rispetto delle norme in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi

La rappresentanza legale dell'ente spetta ai dirigenti/organi rappresentativi secondo l'ordinamento, non è funzione tipica del RPCT, che invece propone il piano e ne vigila l'attuazione. (Anticorruzione L.190/2012)

5. Un funzionario che, prima di assumere una decisione, verifica se il procedimento rientra tra i processi mappati come a rischio "alto" nel piano anticorruzione dell'ente, sta applicando concretamente:

  1. Lo strumento della mappatura dei rischi e delle relative misure di trattamento
  2. Il diritto di accesso documentale ai sensi della L. 241/1990
  3. Il principio di rotazione degli organi elettivi
  4. Le regole sull'inconferibilità degli incarichi dirigenziali

La mappatura dei rischi individua i processi esposti e le misure di prevenzione/trattamento associate, che il personale è chiamato ad applicare nell'attività quotidiana. (Anticorruzione L.190/2012)

6. Il sistema di prevenzione della corruzione delineato dalla L. 190/2012 si fonda su un approccio:

  1. Facoltativo, rimesso alla libera scelta di ciascun ente se adottarlo o meno
  2. Puramente sanzionatorio, limitato all'irrogazione di sanzioni penali
  3. Esclusivamente contabile, limitato al controllo di regolarità contabile
  4. Di gestione del rischio, articolato in identificazione, analisi e trattamento dei rischi corruttivi

Il modello adottato è quello del risk management, mutuato da standard internazionali, con fasi di identificazione, analisi/ponderazione e trattamento del rischio. (Anticorruzione L.190/2012)

7. La sezione del sito istituzionale in cui le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati, le informazioni e i documenti previsti dagli obblighi di trasparenza si denomina:

  1. Portale dei pagamenti PagoPA
  2. Albo pretorio online
  3. Amministrazione trasparente
  4. Anagrafe unica delle stazioni appaltanti

"Amministrazione trasparente" è la sezione del sito istituzionale in cui confluiscono i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi del D.Lgs. 33/2013. (Trasparenza D.Lgs 33/2013)

8. L'accesso civico generalizzato (FOIA), disciplinato dall'art. 5-bis del D.Lgs. 33/2013, può essere rifiutato dall'amministrazione quando:

  1. Il richiedente non abbia indicato le ragioni della propria richiesta
  2. Il diniego sia necessario per evitare un pregiudizio concreto a interessi pubblici o privati espressamente tutelati dalla norma
  3. Il richiedente non sia cittadino italiano
  4. Il documento richiesto sia già stato oggetto di una precedente richiesta di accesso documentale

L'art. 5-bis individua eccezioni assolute e relative, queste ultime subordinate alla verifica di un pregiudizio concreto a interessi pubblici (es. sicurezza, ordine pubblico) o privati (es. protezione dei dati personali). (Trasparenza D.Lgs 33/2013)

9. Il D.Lgs. 33/2013 è stato oggetto di rilevanti modifiche ad opera del D.Lgs. 97/2016, che ha in particolare:

  1. Introdotto l'accesso civico generalizzato di tipo FOIA e ridefinito gli obblighi di pubblicazione
  2. Abrogato integralmente il sistema degli obblighi di pubblicazione
  3. Trasferito le competenze in materia di trasparenza dall'ANAC al Garante privacy
  4. Istituito per la prima volta l'albo pretorio online

Il D.Lgs. 97/2016 ha esteso il modello dell'accesso civico introducendo la versione "generalizzata" di ispirazione FOIA e ha razionalizzato gli obblighi di pubblicazione. (Trasparenza D.Lgs 33/2013)

10. L'accesso civico, sia nella forma semplice sia in quella generalizzata, è caratterizzato dal fatto di essere:

  1. Condizionato al possesso di un interesse qualificato equiparabile a quello richiesto per l'accesso documentale
  2. Sempre subordinato al pagamento di un diritto di segreteria fisso stabilito dalla legge nazionale
  3. Riservato ai soli cittadini residenti nel Comune interessato
  4. Gratuito, salvo il rimborso del costo effettivo di riproduzione su supporto materiale

L'istanza di accesso civico è gratuita, fatto salvo l'eventuale rimborso dei costi di riproduzione su supporto materiale, e non richiede motivazione né interesse qualificato. (Trasparenza D.Lgs 33/2013)

11. Gli obblighi di pubblicazione previsti dal D.Lgs. 33/2013 riguardano, tra l'altro, i dati relativi:

  1. Al contenuto dei verbali dei procedimenti disciplinari in corso
  2. Alle cartelle cliniche dei pazienti in cura presso strutture pubbliche
  3. Ai bandi di gara e ai contratti pubblici affidati dall'ente
  4. Ai dati genetici dei dipendenti pubblici

Tra le sezioni tipiche di "Amministrazione trasparente" figurano i dati su bandi di gara e contratti pubblici, in un'ottica di controllo diffuso sull'uso delle risorse. (Trasparenza D.Lgs 33/2013)

12. La finalità dichiarata dell'accesso civico generalizzato, secondo il D.Lgs. 33/2013 come modificato dal D.Lgs. 97/2016, è quella di:

  1. Sostituire integralmente il sistema di pubblicità legale degli atti amministrativi
  2. Favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche
  3. Attribuire ai soli organi di controllo interno un potere di verifica sui documenti amministrativi
  4. Disciplinare esclusivamente l'accesso ai dati oggetto di pubblicazione obbligatoria

La ratio dell'istituto, di matrice FOIA, è quella di rafforzare la partecipazione e il controllo diffuso dei cittadini sull'azione della pubblica amministrazione. (Trasparenza D.Lgs 33/2013)

13. Tra gli strumenti di programmazione assorbiti dal PIAO rientra:

  1. Il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT)
  2. Il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) adottato da ANAC
  3. Il Documento Unico di Programmazione (DUP) di natura finanziaria
  4. Il Piano Esecutivo di Gestione (PEG) dell'ente

Il PIAO assorbe, tra gli altri, il PTPCT (sezione anticorruzione e trasparenza dell'ente), mentre il PNA resta l'atto di indirizzo generale adottato da ANAC.

14. Il POLA (Piano Organizzativo del Lavoro Agile), già autonomo strumento di programmazione, nell'attuale assetto normativo:

  1. È sostituito dal Documento Unico di Programmazione (DUP)
  2. È stato definitivamente abrogato senza alcuna sostituzione
  3. Resta un documento separato, adottato dal Garante privacy
  4. Confluisce quale sezione all'interno del PIAO

Il POLA, disciplinato in precedenza in autonomia, è stato assorbito dal PIAO quale specifica sezione relativa all'organizzazione del lavoro agile.

15. Un piccolo Comune, con organico inferiore alla soglia dimensionale prevista dalla normativa sul PIAO, è tenuto ad adottare tale strumento:

  1. Non è mai tenuto ad adottare alcuna forma di programmazione integrata
  2. Nella medesima forma integrale prevista per i grandi enti, senza alcuna semplificazione
  3. Con modalità semplificate, come previsto per le amministrazioni sotto soglia
  4. Deve delegare integralmente la funzione a un ente sovracomunale

La disciplina attuativa prevede modalità semplificate di adozione del PIAO per le amministrazioni di minori dimensioni, comunque tenute alla programmazione integrata.

16. Il PIAO è adottato, in linea generale, entro il termine del:

  1. 30 giugno di ciascun anno
  2. 31 gennaio di ciascun anno
  3. 31 dicembre dell'anno precedente al triennio di riferimento, senza possibilità di proroga
  4. 1° marzo, coincidente con l'apertura dell'esercizio finanziario

Il termine ordinario per l'adozione/aggiornamento del PIAO è fissato al 31 gennaio, in coerenza con gli altri termini di programmazione degli enti.

17. Il PIAO, in quanto documento unico di programmazione, è finalizzato in particolare a garantire la coerenza tra:

  1. Obiettivi strategici, organizzazione del lavoro, gestione del personale e misure di prevenzione della corruzione
  2. Le sole scelte urbanistiche e la pianificazione territoriale dell'ente
  3. Le aliquote tributarie e i regolamenti sui tributi locali
  4. Gli atti di autotutela e i provvedimenti di annullamento d'ufficio

Il PIAO integra in un'unica cornice programmatoria gli aspetti organizzativi, di gestione del personale e di prevenzione della corruzione, prima trattati in piani separati.

18. Un dirigente, dopo aver assunto un incarico presso un ente pubblico, accetta anche una carica in un organo di gestione di un ente di diritto privato regolato dalla medesima amministrazione. Tale situazione, se non rimossa, integra un caso di:

  1. Violazione del codice di comportamento in materia di regali e utilità
  2. Inconferibilità originaria dell'incarico pubblico
  3. Whistleblowing, con obbligo di segnalazione al RPCT
  4. Incompatibilità, con obbligo di opzione tra i due incarichi

Trattandosi di una situazione sopravvenuta di cumulo tra incarichi, si configura incompatibilità, che impone al titolare di optare per uno dei due incarichi entro il termine di legge, pena la decadenza. (Anticorruzione L.190/2012)

19. Il D.Lgs. 10 marzo 2023, n. 24, ha dato attuazione in Italia:

  1. Alla direttiva UE sugli appalti pubblici recepita dal D.Lgs. 36/2023
  2. Al Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali
  3. Alla direttiva UE 2019/1937 in materia di protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione (whistleblowing)
  4. Alla direttiva UE sui servizi pubblici locali di rilevanza economica

Il D.Lgs. 24/2023 recepisce la direttiva UE 2019/1937, riformando la disciplina italiana della tutela del whistleblower. (Anticorruzione L.190/2012)

20. Oltre al canale di segnalazione interna, il D.Lgs. 24/2023 prevede la possibilità di una segnalazione esterna, da inoltrare:

  1. Direttamente alla Procura della Repubblica, quale unico canale ammesso
  2. All'ANAC, secondo le modalità e nei casi previsti dalla legge
  3. Al Garante per la protezione dei dati personali
  4. Alla Corte costituzionale

Il canale esterno di segnalazione, attivabile in presenza di determinate condizioni, è gestito da ANAC, che ne cura la ricezione e l'istruttoria. (Anticorruzione L.190/2012)

21. Un dipendente pubblico riceve da un privato, interessato a un procedimento amministrativo in corso presso il proprio ufficio, un regalo di modico valore in occasione delle festività. La disciplina di riferimento per valutare la liceità di tale condotta è:

  1. Il codice di comportamento dei dipendenti pubblici (DPR 62/2013)
  2. Il D.Lgs. 39/2013 in materia di inconferibilità
  3. Il Regolamento UE 2016/679 (GDPR)
  4. Il D.Lgs. 118/2011 sull'armonizzazione contabile

Il DPR 62/2013 disciplina i limiti all'accettazione di regali e utilità da parte del dipendente pubblico, quale misura di prevenzione dei conflitti di interesse. (Anticorruzione L.190/2012)

22. Le disposizioni sull'inconferibilità e incompatibilità degli incarichi trovano applicazione, oltre che nelle pubbliche amministrazioni, anche:

  1. Mai al di fuori delle amministrazioni statali centrali
  2. Esclusivamente nelle società quotate in borsa
  3. Esclusivamente negli organismi dell'Unione europea
  4. Negli enti privati in controllo pubblico, nei casi e nei limiti previsti dal D.Lgs. 39/2013

Il D.Lgs. 39/2013 estende, per specifiche fattispecie, l'applicazione della disciplina anche agli enti di diritto privato in controllo pubblico. (Anticorruzione L.190/2012)

23. In materia di whistleblowing, il D.Lgs. 24/2023 NON consente:

  1. La segnalazione esterna rivolta ad ANAC
  2. La segnalazione tramite canale interno dedicato
  3. La ritorsione, in qualsiasi forma, nei confronti del segnalante in buona fede
  4. La divulgazione pubblica in presenza delle condizioni tassativamente previste dalla legge

Il divieto di ritorsione nei confronti del segnalante in buona fede è il principio cardine della tutela whistleblower, mentre le altre opzioni indicano canali di segnalazione espressamente ammessi. (Anticorruzione L.190/2012)

24. Tra i principi generali del trattamento dei dati personali sanciti dal GDPR rientra il principio di:

  1. Massimizzazione della raccolta dati, per garantire la completezza degli archivi pubblici
  2. Minimizzazione dei dati, per cui il trattamento deve limitarsi a quanto necessario rispetto alle finalità perseguite
  3. Segretezza assoluta, che esclude qualsiasi comunicazione dei dati anche tra uffici della stessa amministrazione
  4. Neutralità tecnologica, che impone l'uso esclusivo di supporti cartacei

Il principio di minimizzazione (art. 5 GDPR) impone che i dati trattati siano adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità del trattamento.

25. Nel sistema del GDPR, il "titolare del trattamento" è definito come il soggetto che:

  1. Determina le finalità e i mezzi del trattamento dei dati personali
  2. Tratta i dati unicamente per conto e sulla base delle istruzioni di un altro soggetto
  3. Riceve i dati personali solo in qualità di destinatario occasionale
  4. Coincide sempre e soltanto con il Garante per la protezione dei dati personali

L'art. 4 GDPR definisce il titolare come il soggetto che determina finalità e mezzi del trattamento, distinguendolo dal responsabile che opera per suo conto.

26. Il Responsabile della Protezione dei Dati (DPO) di un ente locale svolge, tra le altre, la funzione di:

  1. Attestazione della regolarità contabile degli atti di impegno di spesa
  2. Predisposizione del piano di prevenzione della corruzione dell'ente
  3. Nomina dei componenti delle commissioni di concorso pubblico
  4. Consulenza e sorveglianza sull'osservanza della normativa in materia di protezione dei dati personali, quale punto di contatto con il Garante

Il DPO svolge funzioni di consulenza, sorveglianza e informazione in materia di protezione dei dati, ed è punto di contatto con l'autorità di controllo (Garante), a differenza del RPCT competente sulla prevenzione della corruzione. (GDPR)

27. Un cittadino chiede a un ente locale la rettifica di un dato anagrafico inesatto contenuto nei propri archivi. Tale richiesta trova fondamento nel diritto dell'interessato:

  1. Alla portabilità dei dati verso un altro titolare del trattamento
  2. All'oblio assoluto, che comporta la cancellazione di ogni dato detenuto dall'ente
  3. Alla rettifica dei dati personali inesatti, previsto dall'art. 16 GDPR
  4. Di accesso civico generalizzato ai sensi del D.Lgs. 33/2013

Il diritto di rettifica (art. 16 GDPR) consente all'interessato di ottenere la correzione di dati personali inesatti o incompleti detenuti dal titolare del trattamento.

28. Nel rapporto tra trasparenza amministrativa e protezione dei dati personali, il GDPR e la disciplina sulla trasparenza impongono all'ente di:

  1. Pubblicare integralmente tutti i dati personali detenuti, senza alcuna limitazione
  2. Bilanciare l'obbligo di pubblicazione con il rispetto dei principi di minimizzazione e proporzionalità nel trattamento dei dati personali
  3. Sospendere ogni pubblicazione online in presenza di dati riferibili a persone fisiche
  4. Richiedere il consenso di ciascun interessato prima di ogni pubblicazione obbligatoria per legge

La pubblicazione di dati previsti dagli obblighi di trasparenza deve avvenire nel rispetto dei principi del GDPR, pubblicando solo quanto necessario e proporzionato, senza necessità di consenso per gli obblighi di legge.

29. Il principio di "responsabilizzazione" (accountability), introdotto dal GDPR, impone al titolare del trattamento di:

  1. Essere in grado di comprovare, con misure tecniche e organizzative adeguate, il rispetto dei principi applicabili al trattamento dei dati personali
  2. Delegare integralmente al DPO ogni responsabilità in materia di protezione dei dati
  3. Ottenere una preventiva autorizzazione del Garante per ogni singolo trattamento effettuato
  4. Comunicare annualmente al Garante l'elenco di tutti i dipendenti dell'ente

L'accountability (art. 5, par. 2, e art. 24 GDPR) pone in capo al titolare l'onere di adottare e comprovare misure adeguate a garantire e dimostrare la conformità del trattamento, senza che ciò esoneri il titolare stesso trasferendo la responsabilità al DPO.

30. L'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) adotta, con cadenza triennale, quale documento di indirizzo generale in materia di prevenzione della corruzione?

  1. Il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO)
  2. Il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA)
  3. Il Documento Unico di Programmazione (DUP)
  4. Il Piano della Performance

Il PNA è adottato da ANAC quale atto di indirizzo generale cui le pubbliche amministrazioni conformano la propria programmazione anticorruzione. (Anticorruzione L.190/2012)

31. Un Comune deve predisporre l'analisi delle aree di attività maggiormente esposte al rischio di fenomeni corruttivi, propedeutica all'individuazione delle misure di prevenzione. Questa attività si definisce:

  1. Mappatura dei rischi
  2. Accesso civico generalizzato
  3. Programmazione dei fabbisogni di personale
  4. Controllo di regolarità contabile

La mappatura dei processi e dei relativi rischi corruttivi è la fase istruttoria fondamentale della sezione anticorruzione della programmazione dell'ente. (Anticorruzione L.190/2012)

32. In un ente locale privo di dirigenza, il RPCT segnala all'organo di indirizzo eventuali disfunzioni riscontrate nell'attuazione delle misure anticorruzione. Tale attività rientra tra i compiti tipici del RPCT relativi a:

  1. Approvazione del rendiconto della gestione
  2. Certificazione della regolarità contabile degli impegni di spesa
  3. Autorizzazione preventiva dei trattamenti di dati sanitari
  4. Vigilanza sul funzionamento e sull'osservanza del piano di prevenzione della corruzione

Tra i compiti del RPCT vi è la vigilanza sul funzionamento e sull'osservanza del piano anticorruzione, con obbligo di segnalare disfunzioni all'organo di indirizzo. (Anticorruzione L.190/2012)

33. Il conflitto di interessi del dipendente pubblico, quale misura di prevenzione della corruzione, comporta in capo al dipendente:

  1. L'obbligo di delegare sempre il procedimento a un collega di pari qualifica
  2. Il diritto di trattenere eventuali utilità ricevute da soggetti privati interessati al procedimento
  3. L'obbligo di astensione e di segnalazione in caso di interesse proprio o di parenti/affini in un determinato procedimento
  4. Il divieto assoluto di partecipare a qualsiasi procedimento amministrativo per l'intera carriera

In caso di conflitto di interessi il dipendente deve astenersi e segnalare la situazione al superiore, secondo quanto previsto dalla normativa anticorruzione e dal codice di comportamento. (Anticorruzione L.190/2012)

34. Con riferimento alla formazione del personale quale misura di prevenzione della corruzione, la L. 190/2012 e il PNA prevedono che:

  1. La formazione sia gestita esclusivamente dall'ANAC per tutti i dipendenti pubblici italiani
  2. Il RPCT proponga percorsi formativi differenziati per il personale addetto alle aree a rischio, in coerenza con il piano anticorruzione dell'ente
  3. La formazione anticorruzione sia facoltativa e priva di collegamento con la mappatura dei rischi
  4. La formazione riguardi unicamente i neoassunti e non il personale già in servizio

La formazione è misura generale di prevenzione: il RPCT ne propone i contenuti in coerenza con le aree di rischio individuate, coinvolgendo il personale già in servizio. (Anticorruzione L.190/2012)

35. Il dirigente responsabile di un settore comunale, individuato come referente per l'attuazione delle misure anticorruzione nel proprio ufficio, collabora con il RPCT fornendo dati e informazioni necessarie al monitoraggio. Questo rapporto esprime il principio secondo cui la prevenzione della corruzione:

  1. Coinvolge l'intera struttura organizzativa dell'ente e non il solo RPCT
  2. È di esclusiva competenza del RPCT, senza alcun coinvolgimento dei dirigenti
  3. Compete unicamente all'ANAC quale autorità di vigilanza esterna
  4. Riguarda solo il personale con qualifica dirigenziale apicale

L'efficacia del sistema anticorruzione richiede la collaborazione di tutta la struttura, con i dirigenti quali referenti operativi nelle rispettive aree. (Anticorruzione L.190/2012)

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