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📚 Diritto civile (nozioni)

Diritto civile — nozioni fondamentali (Codice civile)

Il tema raccoglie le nozioni di base del diritto civile richieste al profilo di istruttore amministrativo: persone, diritti reali, obbligazioni, contratto e responsabilità civile.

Persone. La capacità giuridica, cioè l'idoneità a essere titolari di diritti e doveri, si acquista dal momento della nascita (art. 1 c.c.). La capacità di agire, ossia l'idoneità a compiere validamente atti giuridici, si acquista con la maggiore età, fissata a diciotto anni (art. 2 c.c.); minori, interdetti e inabilitati sono privi o limitati nella capacità di agire, e i loro atti sono annullabili (art. 1425 c.c.). Le persone giuridiche (associazioni riconosciute, fondazioni) acquistano la personalità con il riconoscimento e godono di autonomia patrimoniale perfetta; nelle associazioni non riconosciute, invece, rispondono anche personalmente e solidalmente coloro che hanno agito in nome dell'ente, accanto al fondo comune (art. 38 c.c.).

Diritti reali. La proprietà (art. 832 c.c.) è il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, nei limiti dell'ordinamento. Il possesso (art. 1140 c.c.) è il potere di fatto esercitato con l'intenzione di comportarsi come titolare del diritto, e si distingue dalla detenzione, in cui il soggetto riconosce l'altrui diritto (ad esempio il conduttore). L'usufrutto attribuisce il godimento della cosa altrui rispettandone la destinazione economica (artt. 978-981 c.c.), a differenza dell'uso, limitato ai bisogni del titolare e della sua famiglia (art. 1021 c.c.). La servitù prediale è un peso imposto su un fondo a vantaggio di un altro fondo appartenente a diverso proprietario (art. 1027 c.c.). L'usucapione consente di acquistare la proprietà per possesso continuato: venti anni nella forma ordinaria (art. 1158 c.c.), dieci se il possessore ha acquistato in buona fede con titolo idoneo trascritto (art. 1159 c.c.).

Obbligazioni. Le fonti sono il contratto, il fatto illecito e ogni altro atto o fatto idoneo a produrle secondo l'ordinamento giuridico (art. 1173 c.c.). Il debitore inadempiente è tenuto al risarcimento del danno, salvo provi che l'inadempimento derivi da causa a lui non imputabile (art. 1218 c.c.); nelle obbligazioni solidali ciascun condebitore può essere tenuto per l'intero, e l'adempimento di uno libera gli altri, salvo il regresso interno (art. 1292 c.c.).

Contratto. È l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale (art. 1321 c.c.); i suoi elementi essenziali sono l'accordo, la causa, l'oggetto e la forma, quando richiesta dalla legge a pena di nullità (art. 1325 c.c.). La nullità (art. 1418 c.c.) colpisce i vizi strutturali del contratto ed è azionabile da chiunque vi abbia interesse, oltre a essere rilevabile d'ufficio e imprescrittibile; l'annullabilità (art. 1425 c.c.) riguarda l'incapacità delle parti e i vizi del consenso (errore, violenza, dolo), è riservata alla parte protetta dalla norma e si prescrive in cinque anni. La risoluzione, per inadempimento, impossibilità sopravvenuta o eccessiva onerosità sopravvenuta, scioglie il contratto per eventi successivi alla sua conclusione, a differenza della rescissione, che rimedia a vizi genetici del contratto (stato di pericolo, lesione).

Responsabilità civile e prescrizione. L'articolo 2043 del Codice civile impone a chi cagiona con dolo o colpa un danno ingiusto l'obbligo di risarcirlo, sulla base di un fatto imputabile, un nesso di causalità e un danno ingiusto. Il risarcimento da fatto illecito si prescrive in cinque anni (art. 2947 c.c.), mentre la prescrizione ordinaria dei diritti è decennale (art. 2946 c.c.) e non opera se non è eccepita dalla parte interessata. A differenza della prescrizione, la decadenza non ammette di regola sospensione o interruzione, mirando a garantire la certezza dell'esercizio di un diritto entro un termine fisso.

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Preguntas de muestra (35)

1. Ai sensi dell'articolo 1 del Codice civile, in quale momento la persona fisica acquista la capacità giuridica?

  1. Al momento della nascita
  2. Al compimento della maggiore età
  3. Al momento del concepimento
  4. Al momento dell'iscrizione anagrafica

La capacità giuridica, cioè l'idoneità a essere titolare di diritti e doveri, si acquista dal momento della nascita; i diritti riconosciuti al concepito sono subordinati all'evento della nascita. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 1))

2. A quale età si acquista, di regola, la capacità di agire secondo l'articolo 2 del Codice civile?

  1. Sedici anni
  2. Diciotto anni
  3. Ventuno anni
  4. Al momento della nascita, come la capacità giuridica

La capacità di agire, cioè l'idoneità a compiere validamente atti giuridici, si acquista con la maggiore età, fissata a diciotto anni. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 2))

3. Quale affermazione descrive correttamente la differenza tra capacità giuridica e capacità di agire?

  1. La capacità giuridica si acquista alla maggiore età, mentre la capacità di agire si acquista con la nascita
  2. Le due nozioni coincidono e si acquistano nello stesso momento
  3. La capacità giuridica è l'idoneità a essere titolari di diritti e doveri, mentre la capacità di agire è l'idoneità a compiere validamente atti giuridici
  4. La capacità di agire spetta a tutti indistintamente, mentre la capacità giuridica richiede la maggiore età

La capacità giuridica (titolarità di diritti e doveri) si acquista con la nascita; la capacità di agire (idoneità a compiere atti giuridici) si acquista con la maggiore età. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. artt. 1, 2))

4. Un minorenne di sedici anni conclude autonomamente un contratto di compravendita di un bene di valore non trascurabile, senza l'assistenza dei genitori. Qual è la conseguenza sul piano civilistico?

  1. Il contratto è pienamente valido ed efficace
  2. Il contratto è nullo per mancanza di un elemento essenziale
  3. Il contratto produce effetti solo nei confronti del minore, non della controparte
  4. Il contratto è annullabile, in quanto stipulato da soggetto privo di capacità di agire

Gli atti compiuti dal minore, privo di capacità di agire, sono annullabili su istanza del rappresentante legale o del minore divenuto maggiorenne. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. artt. 2, 1425))

5. Le associazioni riconosciute e le fondazioni, una volta ottenuto il riconoscimento, sono dotate di:

  1. Nessuna autonomia patrimoniale rispetto ai propri amministratori
  2. Autonomia patrimoniale perfetta, con distinzione tra patrimonio dell'ente e patrimonio dei singoli componenti
  3. Capacità giuridica limitata ai soli atti di ordinaria amministrazione
  4. Personalità giuridica solo se costituite per atto pubblico tra almeno cinque persone

Le persone giuridiche riconosciute godono di autonomia patrimoniale perfetta: delle obbligazioni risponde solo l'ente con il proprio patrimonio. (Diritto civile — Persone giuridiche (c.c. artt. 11 e ss.))

6. Nelle associazioni non riconosciute, chi risponde delle obbligazioni assunte in nome e per conto dell'associazione?

  1. Risponde soltanto il fondo comune, senza alcuna responsabilità personale
  2. Rispondono tutti gli associati in proporzione alle quote versate, indipendentemente da chi ha agito
  3. Non è prevista alcuna forma di responsabilità, trattandosi di ente privo di soggettività
  4. Le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione rispondono personalmente e solidalmente, accanto al fondo comune

Nelle associazioni non riconosciute delle obbligazioni risponde anzitutto il fondo comune, ma rispondono anche personalmente e solidalmente coloro che hanno agito in nome dell'associazione. (Diritto civile — Persone giuridiche (c.c. art. 38))

7. La personalità giuridica di associazioni e fondazioni si acquista mediante:

  1. Il riconoscimento, che ne determina l'iscrizione nel registro delle persone giuridiche
  2. La semplice stipula dell'atto costitutivo per scrittura privata
  3. Il decorso di un anno dalla costituzione dell'ente
  4. La sola pubblicazione dello statuto sulla Gazzetta Ufficiale

La personalità giuridica si acquista mediante il riconoscimento, che comporta l'iscrizione nel registro delle persone giuridiche. (Diritto civile — Persone giuridiche (c.c. art. 12 e normativa collegata))

8. Tizio, interdetto giudiziale per infermità di mente, compie personalmente un atto eccedente l'ordinaria amministrazione senza l'assistenza del tutore. Quale conseguenza ne deriva sul piano della validità dell'atto?

  1. L'atto è pienamente valido, perché l'interdizione limita solo la capacità giuridica
  2. L'atto è inesistente, e non produce alcun effetto nemmeno provvisorio
  3. L'atto è annullabile, poiché l'interdetto è legalmente incapace di contrattare
  4. L'atto è valido se compiuto in buona fede dalla controparte

L'interdetto è legalmente incapace di contrattare; gli atti da lui compiuti senza l'assistenza del tutore per operazioni eccedenti l'ordinaria amministrazione sono pertanto annullabili. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. artt. 414, 1425))

9. Secondo l'articolo 832 del Codice civile, il diritto di proprietà consiste nel diritto di:

  1. Godere di una cosa altrui rispettandone la destinazione economica
  2. Godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico
  3. Utilizzare una cosa altrui limitatamente ai propri bisogni
  4. Disporre di una cosa solo previo consenso di terzi aventi diritti reali minori

L'art. 832 c.c. definisce la proprietà come il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, nei limiti posti dall'ordinamento. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 832))

10. Ai sensi dell'articolo 1140 del Codice civile, il possesso è definito come:

  1. La mera disponibilità materiale di una cosa, riconoscendo l'altrui diritto di proprietà
  2. Il diritto di godere di una cosa altrui restituendola al termine del rapporto
  3. Il diritto di credito relativo alla consegna di una cosa determinata
  4. Il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale

Il possesso è il potere di fatto sulla cosa, esercitato con l'animus di comportarsi come titolare del diritto (proprietà o altro diritto reale). (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1140))

11. Caio ha preso in locazione un appartamento da Sempronio e vi abita corrispondendo il canone mensile, riconoscendo espressamente la proprietà di Sempronio sull'immobile. La posizione giuridica di Caio rispetto all'appartamento è qualificabile come:

  1. Detenzione, poiché Caio ha la disponibilità materiale del bene ma riconosce l'altrui diritto di proprietà
  2. Possesso, poiché Caio esercita un potere di fatto analogo a quello del proprietario
  3. Proprietà, poiché il pagamento del canone trasferisce la titolarità del bene
  4. Usufrutto, poiché Caio gode del bene per un tempo determinato

Il conduttore che riconosce il diritto altrui e detiene il bene in nome del proprietario è detentore, non possessore. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1140, comma 2))

12. L'usufrutto attribuisce al suo titolare:

  1. Il diritto di proprietà piena sulla cosa, senza limiti temporali
  2. Il diritto di godere della cosa altrui, rispettandone la destinazione economica, con obbligo di restituirla al termine del rapporto
  3. Il diritto di imporre un peso su un fondo a vantaggio di un fondo vicino
  4. Il diritto di utilizzare la cosa altrui limitatamente ai bisogni propri e della propria famiglia

L'usufrutto è il diritto reale di godere della cosa altrui rispettandone la destinazione economica, con obbligo di restituzione. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. artt. 978, 981))

13. Quale elemento distingue l'usufrutto dal diritto di uso disciplinato dal Codice civile?

  1. L'usufrutto è sempre gratuito, mentre il diritto di uso è sempre oneroso
  2. L'usufrutto consente il godimento pieno della cosa e dei suoi frutti, mentre il diritto di uso è limitato ai bisogni del titolare e della sua famiglia
  3. L'usufrutto può avere a oggetto solo beni mobili, mentre l'uso solo beni immobili
  4. L'usufrutto è cedibile a terzi, mentre l'uso è liberamente ereditabile

L'uso attribuisce un godimento limitato ai bisogni del titolare e della sua famiglia, a differenza del più ampio godimento proprio dell'usufrutto. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. artt. 981, 1021))

14. La servitù prediale, secondo l'articolo 1027 del Codice civile, consiste in:

  1. Un diritto di godimento personale che si estingue con la morte del titolare
  2. Un vincolo che grava sulla persona del proprietario, indipendentemente dal fondo
  3. Un diritto di credito relativo al passaggio su un fondo altrui
  4. Un peso imposto sopra un fondo per l'utilità di un altro fondo, appartenente a diverso proprietario

La servitù prediale è il peso imposto su un fondo (servente) per l'utilità di un altro fondo (dominante), appartenenti a proprietari diversi. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1027))

15. L'usucapione ordinaria della proprietà di beni immobili si compie, secondo l'articolo 1158 del Codice civile, in virtù del possesso continuato per:

  1. Venti anni
  2. Dieci anni
  3. Cinque anni
  4. Trenta anni

La proprietà dei beni immobili si acquista per usucapione ordinaria mediante il possesso continuato per venti anni. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1158))

16. Tizio acquista in buona fede da Caio, che non era il vero proprietario, un immobile in base a un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà, debitamente trascritto. In quanto tempo Tizio può usucapire l'immobile, ai sensi dell'articolo 1159 del Codice civile?

  1. Venti anni, come nell'usucapione ordinaria
  2. Cinque anni, come per i beni mobili registrati in buona fede
  3. Dieci anni dalla data di trascrizione del titolo
  4. Immediatamente, per effetto della sola trascrizione del titolo

L'usucapione abbreviata si compie in dieci anni dalla trascrizione, quando l'acquirente in buona fede ha un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1159))

17. Il possessore che sia stato violentemente o clandestinamente spogliato del possesso può, entro il termine previsto dalla legge, esperire:

  1. L'azione di rivendicazione, riservata al solo proprietario
  2. L'azione di reintegrazione (o spoglio)
  3. L'azione di risoluzione contrattuale
  4. L'azione di annullamento del titolo di possesso

Contro lo spoglio violento o clandestino il possessore può esperire l'azione di reintegrazione, distinta dalla rivendicazione che spetta al proprietario. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1168))

18. Secondo l'articolo 1173 del Codice civile, le obbligazioni derivano da:

  1. Esclusivamente dal contratto, quale unica fonte riconosciuta dal Codice civile
  2. Esclusivamente dalla legge, con esclusione di qualsiasi fonte negoziale
  3. Solo dal fatto illecito e dalla gestione di affari altrui
  4. Contratto, fatto illecito, o ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell'ordinamento giuridico

L'art. 1173 c.c. individua come fonti delle obbligazioni il contratto, il fatto illecito e ogni altro atto o fatto idoneo a produrle secondo l'ordinamento. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1173))

19. Nell'adempimento delle obbligazioni, il debitore deve usare, secondo l'articolo 1176 del Codice civile:

  1. La diligenza del buon padre di famiglia, valutata con maggior rigore se si tratta di attività professionale
  2. La massima diligenza possibile, senza alcuna graduazione in base alla natura dell'attività
  3. Nessuna specifica diligenza, essendo sufficiente la buona fede soggettiva
  4. La diligenza richiesta esclusivamente dal creditore in via unilaterale

L'art. 1176 c.c. richiede la diligenza del buon padre di famiglia, valutata con riguardo alla natura dell'attività, con criterio più rigoroso per le prestazioni professionali. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1176))

20. Un debitore non esegue esattamente la prestazione dovuta e il creditore agisce per il risarcimento del danno. Ai sensi dell'articolo 1218 del Codice civile, su chi grava l'onere di provare che l'inadempimento è dipeso da causa a lui non imputabile?

  1. Sul creditore, che deve provare la colpa del debitore
  2. Su nessuna delle parti, trattandosi di responsabilità oggettiva assoluta
  3. Sul debitore, che deve provare l'impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile
  4. Sul giudice, che deve accertarlo d'ufficio

L'art. 1218 c.c. pone a carico del debitore inadempiente l'onere di provare che l'inadempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1218))

21. Nelle obbligazioni solidali passive, il creditore ha diritto di:

  1. Esigere l'adempimento dell'intera prestazione da uno qualsiasi dei condebitori
  2. Esigere da ciascun condebitore solo la propria quota, proporzionale al numero dei debitori
  3. Agire esclusivamente nei confronti di tutti i condebitori congiuntamente
  4. Rivolgersi solo al condebitore che ha stipulato materialmente il contratto

Nell'obbligazione solidale il creditore può chiedere l'adempimento per l'intero a ciascuno dei condebitori, e l'adempimento di uno libera gli altri. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1292))

22. Tizio e Caio sono condebitori solidali di una somma di denaro verso Mevio. Tizio paga per intero il debito. Quale conseguenza si produce, fermo restando il diritto di regresso di Tizio verso Caio?

  1. Caio resta comunque obbligato per l'intero verso Mevio, nonostante il pagamento di Tizio
  2. Mevio può pretendere il pagamento una seconda volta da Caio, salvo poi restituire quanto ricevuto in eccesso
  3. Il pagamento di Tizio estingue solo la propria quota, lasciando in vita l'obbligazione di Caio per l'intero
  4. Il pagamento di Tizio libera anche Caio nei confronti di Mevio

L'adempimento da parte di uno dei debitori solidali libera anche gli altri condebitori nei confronti del creditore comune, fatto salvo il regresso interno. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1292))

23. Chi, senza esservi obbligato, assume scientemente la gestione di un affare altrui deve continuarla e condurla a termine finché l'interessato non sia in grado di provvedervi da sé. Questa fattispecie, fonte di obbligazioni ai sensi dell'articolo 1173 del Codice civile, è denominata:

  1. Gestione di affari altrui
  2. Pagamento dell'indebito
  3. Arricchimento senza causa
  4. Promessa unilaterale

La gestione di affari altrui è un fatto idoneo a produrre obbligazioni ai sensi dell'art. 1173 c.c., rientrando tra le fonti diverse da contratto e fatto illecito. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. artt. 1173, 2028))

24. La responsabilità del debitore per inadempimento delle obbligazioni, disciplinata dall'articolo 1218 del Codice civile, si distingue dalla responsabilità da fatto illecito prevista dall'articolo 2043 del Codice civile principalmente perché:

  1. Nella responsabilità contrattuale è sempre il creditore a dover provare la colpa del debitore, come nella responsabilità extracontrattuale
  2. Le due forme di responsabilità sono identiche quanto a onere della prova e presupposti
  3. Nella responsabilità contrattuale il debitore deve provare che l'inadempimento non gli è imputabile, mentre nella responsabilità extracontrattuale è di regola il danneggiato a dover provare la colpa dell'autore del danno
  4. La responsabilità da fatto illecito richiede sempre un previo rapporto obbligatorio tra le parti

Nella responsabilità contrattuale l'onere della prova della non imputabilità grava sul debitore, mentre nella responsabilità aquiliana è di norma il danneggiato a provare dolo o colpa dell'autore del danno. (Diritto civile — Obbligazioni e responsabilità civile (c.c. artt. 1218, 2043))

25. Nell'obbligazione solidale attiva, con più creditori e un solo debitore, quest'ultimo può essere costretto ad adempiere l'intera prestazione:

  1. Da uno qualsiasi dei creditori, e l'adempimento nei confronti di uno di essi libera il debitore verso tutti
  2. Solo se tutti i creditori agiscono congiuntamente nei suoi confronti
  3. Solo nella misura corrispondente alla quota di ciascun creditore
  4. Solo previa autorizzazione del giudice

Nella solidarietà attiva ciascun creditore può esigere l'intera prestazione e l'adempimento a favore di uno di essi libera il debitore verso gli altri. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1292))

26. Secondo l'articolo 1321 del Codice civile, il contratto è definito come:

  1. La manifestazione di volontà di una sola parte diretta a produrre effetti giuridici
  2. L'accordo tra due parti avente sempre a oggetto il trasferimento della proprietà di un bene
  3. Un atto amministrativo con cui la pubblica amministrazione dispone di un bene
  4. L'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale

L'art. 1321 c.c. definisce il contratto come l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1321))

27. Ai sensi dell'articolo 1325 del Codice civile, i requisiti essenziali del contratto sono:

  1. L'accordo delle parti e la sola forma scritta, sempre richiesta a pena di validità
  2. L'accordo delle parti, la causa, l'oggetto e, quando prescritta dalla legge a pena di nullità, la forma
  3. La causa e l'oggetto, mentre l'accordo delle parti costituisce elemento meramente accidentale
  4. La sottoscrizione autenticata di entrambe le parti dinanzi a un pubblico ufficiale

L'art. 1325 c.c. individua quattro requisiti del contratto: accordo, causa, oggetto e forma, quest'ultima solo se richiesta dalla legge a pena di nullità. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1325))

28. Il contratto tra persone lontane si considera concluso, secondo la regola generale del Codice civile, nel momento in cui:

  1. L'accettante spedisce la propria accettazione, indipendentemente dalla conoscenza del proponente
  2. Le parti sottoscrivono contestualmente il medesimo documento
  3. Chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte
  4. L'accettante riceve la proposta, senza necessità di ulteriore manifestazione di volontà

Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte, principio temperato dalla presunzione di conoscenza degli atti giunti all'indirizzo del destinatario. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1326))

29. Tizio e Caio stipulano verbalmente un contratto avente a oggetto il trasferimento della proprietà di un immobile, senza redigere alcun atto scritto, sebbene la legge richieda per tali contratti la forma scritta a pena di nullità. Il contratto così concluso è:

  1. Nullo, per mancanza della forma richiesta dalla legge a pena di nullità
  2. Annullabile, poiché la forma è un requisito accidentale del contratto
  3. Valido, poiché la forma scritta è richiesta solo a fini di prova
  4. Rescindibile, poiché la mancanza di forma configura una lesione

Quando la legge richiede la forma scritta a pena di nullità, come per i contratti che trasferiscono diritti reali su beni immobili, la sua mancanza comporta la nullità del contratto. (Diritto civile — Contratto (c.c. artt. 1350, 1418))

30. Il contratto è annullabile, ai sensi dell'articolo 1425 e seguenti del Codice civile, quando è stato concluso da:

  1. Una parte che persegua una causa contraria a norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume
  2. Le parti in mancanza assoluta dell'oggetto del contratto
  3. Le parti senza l'osservanza della forma scritta richiesta a pena di nullità
  4. Una parte legalmente incapace di contrattare, ovvero quando il consenso è stato dato per errore, estorto con violenza o carpito con dolo

L'annullabilità colpisce i contratti conclusi da un incapace o inficiati da vizi del consenso (errore, violenza, dolo), a differenza della nullità che deriva da carenze strutturali o illiceità. (Diritto civile — Contratto (c.c. artt. 1425, 1427))

31. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente una differenza tra nullità e annullabilità del contratto?

  1. L'annullabilità è imprescrittibile, mentre l'azione di nullità si prescrive in cinque anni
  2. La nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse ed è rilevabile d'ufficio dal giudice, mentre l'annullabilità può essere fatta valere solo dalla parte nel cui interesse è prevista dalla legge
  3. La nullità produce effetti solo per il futuro, mentre l'annullabilità opera retroattivamente
  4. Solo l'annullabilità può essere sanata mediante convalida, mentre la nullità può sempre essere sanata con il decorso del tempo

La nullità è azionabile da chiunque vi abbia interesse ed è rilevabile d'ufficio, mentre l'azione di annullamento è riservata alla parte protetta dalla norma; inoltre solo il contratto annullabile è suscettibile di convalida. (Diritto civile — Contratto (c.c. artt. 1421, 1441, 1444))

32. Tizio, maggiorenne, conclude un contratto di vendita essendo stato tratto in inganno da artifizi e raggiri posti in essere dolosamente da Caio, controparte contrattuale. Il contratto così concluso è:

  1. Nullo per mancanza di causa
  2. Valido ed efficace, poiché il dolo rileva solo ai fini risarcitori
  3. Annullabile per dolo, su iniziativa di Tizio
  4. Rescindibile per lesione, trattandosi di approfittamento dello stato di bisogno

Il dolo determinante posto in essere da una parte per indurre l'altra a contrarre rende il contratto annullabile su richiesta della parte raggirata. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1439))

33. L'azione di annullamento del contratto si prescrive, salvo diversa disposizione di legge, nel termine di:

  1. Cinque anni
  2. Dieci anni, come l'azione di nullità
  3. Un anno
  4. L'azione di annullamento è imprescrittibile

L'azione di annullamento si prescrive in cinque anni, termine che decorre da momenti diversi a seconda della causa di annullabilità. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1442))

34. Nei contratti a prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le proprie obbligazioni, l'altro può a sua scelta chiedere:

  1. Solo la risoluzione del contratto, senza possibilità di chiedere l'adempimento
  2. Solo il risarcimento del danno, restando escluse sia la risoluzione sia l'adempimento
  3. L'annullamento del contratto per vizio del consenso
  4. L'adempimento o la risoluzione del contratto, salvo in ogni caso il risarcimento del danno

L'art. 1453 c.c. attribuisce al contraente non inadempiente la scelta tra chiedere l'adempimento o la risoluzione del contratto, oltre al risarcimento del danno. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1453))

35. Nei contratti a esecuzione continuata o periodica ovvero a esecuzione differita, se la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che deve tale prestazione può domandare:

  1. L'annullamento del contratto per errore sui motivi
  2. La risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta, salva la possibilità per l'altra parte di evitarla offrendo di modificare equamente le condizioni del contratto
  3. La nullità del contratto per illiceità sopravvenuta della causa
  4. La rescissione del contratto per stato di pericolo

L'art. 1467 c.c. consente la risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta nei contratti di durata, con facoltà della controparte di evitarla offrendo un'equa modifica delle condizioni contrattuali. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1467))

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