Il tema raccoglie le nozioni di base del diritto civile richieste al profilo di istruttore amministrativo: persone, diritti reali, obbligazioni, contratto e responsabilità civile.
Persone. La capacità giuridica, cioè l'idoneità a essere titolari di diritti e doveri, si acquista dal momento della nascita (art. 1 c.c.). La capacità di agire, ossia l'idoneità a compiere validamente atti giuridici, si acquista con la maggiore età, fissata a diciotto anni (art. 2 c.c.); minori, interdetti e inabilitati sono privi o limitati nella capacità di agire, e i loro atti sono annullabili (art. 1425 c.c.). Le persone giuridiche (associazioni riconosciute, fondazioni) acquistano la personalità con il riconoscimento e godono di autonomia patrimoniale perfetta; nelle associazioni non riconosciute, invece, rispondono anche personalmente e solidalmente coloro che hanno agito in nome dell'ente, accanto al fondo comune (art. 38 c.c.).
Diritti reali. La proprietà (art. 832 c.c.) è il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, nei limiti dell'ordinamento. Il possesso (art. 1140 c.c.) è il potere di fatto esercitato con l'intenzione di comportarsi come titolare del diritto, e si distingue dalla detenzione, in cui il soggetto riconosce l'altrui diritto (ad esempio il conduttore). L'usufrutto attribuisce il godimento della cosa altrui rispettandone la destinazione economica (artt. 978-981 c.c.), a differenza dell'uso, limitato ai bisogni del titolare e della sua famiglia (art. 1021 c.c.). La servitù prediale è un peso imposto su un fondo a vantaggio di un altro fondo appartenente a diverso proprietario (art. 1027 c.c.). L'usucapione consente di acquistare la proprietà per possesso continuato: venti anni nella forma ordinaria (art. 1158 c.c.), dieci se il possessore ha acquistato in buona fede con titolo idoneo trascritto (art. 1159 c.c.).
Obbligazioni. Le fonti sono il contratto, il fatto illecito e ogni altro atto o fatto idoneo a produrle secondo l'ordinamento giuridico (art. 1173 c.c.). Il debitore inadempiente è tenuto al risarcimento del danno, salvo provi che l'inadempimento derivi da causa a lui non imputabile (art. 1218 c.c.); nelle obbligazioni solidali ciascun condebitore può essere tenuto per l'intero, e l'adempimento di uno libera gli altri, salvo il regresso interno (art. 1292 c.c.).
Contratto. È l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale (art. 1321 c.c.); i suoi elementi essenziali sono l'accordo, la causa, l'oggetto e la forma, quando richiesta dalla legge a pena di nullità (art. 1325 c.c.). La nullità (art. 1418 c.c.) colpisce i vizi strutturali del contratto ed è azionabile da chiunque vi abbia interesse, oltre a essere rilevabile d'ufficio e imprescrittibile; l'annullabilità (art. 1425 c.c.) riguarda l'incapacità delle parti e i vizi del consenso (errore, violenza, dolo), è riservata alla parte protetta dalla norma e si prescrive in cinque anni. La risoluzione, per inadempimento, impossibilità sopravvenuta o eccessiva onerosità sopravvenuta, scioglie il contratto per eventi successivi alla sua conclusione, a differenza della rescissione, che rimedia a vizi genetici del contratto (stato di pericolo, lesione).
Responsabilità civile e prescrizione. L'articolo 2043 del Codice civile impone a chi cagiona con dolo o colpa un danno ingiusto l'obbligo di risarcirlo, sulla base di un fatto imputabile, un nesso di causalità e un danno ingiusto. Il risarcimento da fatto illecito si prescrive in cinque anni (art. 2947 c.c.), mentre la prescrizione ordinaria dei diritti è decennale (art. 2946 c.c.) e non opera se non è eccepita dalla parte interessata. A differenza della prescrizione, la decadenza non ammette di regola sospensione o interruzione, mirando a garantire la certezza dell'esercizio di un diritto entro un termine fisso.
1. Ai sensi dell'articolo 1 del Codice civile, in quale momento la persona fisica acquista la capacità giuridica?
La capacità giuridica, cioè l'idoneità a essere titolare di diritti e doveri, si acquista dal momento della nascita; i diritti riconosciuti al concepito sono subordinati all'evento della nascita. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 1))
2. A quale età si acquista, di regola, la capacità di agire secondo l'articolo 2 del Codice civile?
La capacità di agire, cioè l'idoneità a compiere validamente atti giuridici, si acquista con la maggiore età, fissata a diciotto anni. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 2))
3. Quale affermazione descrive correttamente la differenza tra capacità giuridica e capacità di agire?
La capacità giuridica (titolarità di diritti e doveri) si acquista con la nascita; la capacità di agire (idoneità a compiere atti giuridici) si acquista con la maggiore età. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. artt. 1, 2))
4. Un minorenne di sedici anni conclude autonomamente un contratto di compravendita di un bene di valore non trascurabile, senza l'assistenza dei genitori. Qual è la conseguenza sul piano civilistico?
Gli atti compiuti dal minore, privo di capacità di agire, sono annullabili su istanza del rappresentante legale o del minore divenuto maggiorenne. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. artt. 2, 1425))
5. Le associazioni riconosciute e le fondazioni, una volta ottenuto il riconoscimento, sono dotate di:
Le persone giuridiche riconosciute godono di autonomia patrimoniale perfetta: delle obbligazioni risponde solo l'ente con il proprio patrimonio. (Diritto civile — Persone giuridiche (c.c. artt. 11 e ss.))
6. Nelle associazioni non riconosciute, chi risponde delle obbligazioni assunte in nome e per conto dell'associazione?
Nelle associazioni non riconosciute delle obbligazioni risponde anzitutto il fondo comune, ma rispondono anche personalmente e solidalmente coloro che hanno agito in nome dell'associazione. (Diritto civile — Persone giuridiche (c.c. art. 38))
7. La personalità giuridica di associazioni e fondazioni si acquista mediante:
La personalità giuridica si acquista mediante il riconoscimento, che comporta l'iscrizione nel registro delle persone giuridiche. (Diritto civile — Persone giuridiche (c.c. art. 12 e normativa collegata))
8. Tizio, interdetto giudiziale per infermità di mente, compie personalmente un atto eccedente l'ordinaria amministrazione senza l'assistenza del tutore. Quale conseguenza ne deriva sul piano della validità dell'atto?
L'interdetto è legalmente incapace di contrattare; gli atti da lui compiuti senza l'assistenza del tutore per operazioni eccedenti l'ordinaria amministrazione sono pertanto annullabili. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. artt. 414, 1425))
9. Secondo l'articolo 832 del Codice civile, il diritto di proprietà consiste nel diritto di:
L'art. 832 c.c. definisce la proprietà come il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, nei limiti posti dall'ordinamento. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 832))
10. Ai sensi dell'articolo 1140 del Codice civile, il possesso è definito come:
Il possesso è il potere di fatto sulla cosa, esercitato con l'animus di comportarsi come titolare del diritto (proprietà o altro diritto reale). (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1140))
11. Caio ha preso in locazione un appartamento da Sempronio e vi abita corrispondendo il canone mensile, riconoscendo espressamente la proprietà di Sempronio sull'immobile. La posizione giuridica di Caio rispetto all'appartamento è qualificabile come:
Il conduttore che riconosce il diritto altrui e detiene il bene in nome del proprietario è detentore, non possessore. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1140, comma 2))
12. L'usufrutto attribuisce al suo titolare:
L'usufrutto è il diritto reale di godere della cosa altrui rispettandone la destinazione economica, con obbligo di restituzione. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. artt. 978, 981))
13. Quale elemento distingue l'usufrutto dal diritto di uso disciplinato dal Codice civile?
L'uso attribuisce un godimento limitato ai bisogni del titolare e della sua famiglia, a differenza del più ampio godimento proprio dell'usufrutto. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. artt. 981, 1021))
14. La servitù prediale, secondo l'articolo 1027 del Codice civile, consiste in:
La servitù prediale è il peso imposto su un fondo (servente) per l'utilità di un altro fondo (dominante), appartenenti a proprietari diversi. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1027))
15. L'usucapione ordinaria della proprietà di beni immobili si compie, secondo l'articolo 1158 del Codice civile, in virtù del possesso continuato per:
La proprietà dei beni immobili si acquista per usucapione ordinaria mediante il possesso continuato per venti anni. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1158))
16. Tizio acquista in buona fede da Caio, che non era il vero proprietario, un immobile in base a un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà, debitamente trascritto. In quanto tempo Tizio può usucapire l'immobile, ai sensi dell'articolo 1159 del Codice civile?
L'usucapione abbreviata si compie in dieci anni dalla trascrizione, quando l'acquirente in buona fede ha un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1159))
17. Il possessore che sia stato violentemente o clandestinamente spogliato del possesso può, entro il termine previsto dalla legge, esperire:
Contro lo spoglio violento o clandestino il possessore può esperire l'azione di reintegrazione, distinta dalla rivendicazione che spetta al proprietario. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1168))
18. Secondo l'articolo 1173 del Codice civile, le obbligazioni derivano da:
L'art. 1173 c.c. individua come fonti delle obbligazioni il contratto, il fatto illecito e ogni altro atto o fatto idoneo a produrle secondo l'ordinamento. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1173))
19. Nell'adempimento delle obbligazioni, il debitore deve usare, secondo l'articolo 1176 del Codice civile:
L'art. 1176 c.c. richiede la diligenza del buon padre di famiglia, valutata con riguardo alla natura dell'attività, con criterio più rigoroso per le prestazioni professionali. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1176))
20. Un debitore non esegue esattamente la prestazione dovuta e il creditore agisce per il risarcimento del danno. Ai sensi dell'articolo 1218 del Codice civile, su chi grava l'onere di provare che l'inadempimento è dipeso da causa a lui non imputabile?
L'art. 1218 c.c. pone a carico del debitore inadempiente l'onere di provare che l'inadempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1218))
21. Nelle obbligazioni solidali passive, il creditore ha diritto di:
Nell'obbligazione solidale il creditore può chiedere l'adempimento per l'intero a ciascuno dei condebitori, e l'adempimento di uno libera gli altri. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1292))
22. Tizio e Caio sono condebitori solidali di una somma di denaro verso Mevio. Tizio paga per intero il debito. Quale conseguenza si produce, fermo restando il diritto di regresso di Tizio verso Caio?
L'adempimento da parte di uno dei debitori solidali libera anche gli altri condebitori nei confronti del creditore comune, fatto salvo il regresso interno. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1292))
23. Chi, senza esservi obbligato, assume scientemente la gestione di un affare altrui deve continuarla e condurla a termine finché l'interessato non sia in grado di provvedervi da sé. Questa fattispecie, fonte di obbligazioni ai sensi dell'articolo 1173 del Codice civile, è denominata:
La gestione di affari altrui è un fatto idoneo a produrre obbligazioni ai sensi dell'art. 1173 c.c., rientrando tra le fonti diverse da contratto e fatto illecito. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. artt. 1173, 2028))
24. La responsabilità del debitore per inadempimento delle obbligazioni, disciplinata dall'articolo 1218 del Codice civile, si distingue dalla responsabilità da fatto illecito prevista dall'articolo 2043 del Codice civile principalmente perché:
Nella responsabilità contrattuale l'onere della prova della non imputabilità grava sul debitore, mentre nella responsabilità aquiliana è di norma il danneggiato a provare dolo o colpa dell'autore del danno. (Diritto civile — Obbligazioni e responsabilità civile (c.c. artt. 1218, 2043))
25. Nell'obbligazione solidale attiva, con più creditori e un solo debitore, quest'ultimo può essere costretto ad adempiere l'intera prestazione:
Nella solidarietà attiva ciascun creditore può esigere l'intera prestazione e l'adempimento a favore di uno di essi libera il debitore verso gli altri. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1292))
26. Secondo l'articolo 1321 del Codice civile, il contratto è definito come:
L'art. 1321 c.c. definisce il contratto come l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1321))
27. Ai sensi dell'articolo 1325 del Codice civile, i requisiti essenziali del contratto sono:
L'art. 1325 c.c. individua quattro requisiti del contratto: accordo, causa, oggetto e forma, quest'ultima solo se richiesta dalla legge a pena di nullità. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1325))
28. Il contratto tra persone lontane si considera concluso, secondo la regola generale del Codice civile, nel momento in cui:
Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte, principio temperato dalla presunzione di conoscenza degli atti giunti all'indirizzo del destinatario. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1326))
29. Tizio e Caio stipulano verbalmente un contratto avente a oggetto il trasferimento della proprietà di un immobile, senza redigere alcun atto scritto, sebbene la legge richieda per tali contratti la forma scritta a pena di nullità. Il contratto così concluso è:
Quando la legge richiede la forma scritta a pena di nullità, come per i contratti che trasferiscono diritti reali su beni immobili, la sua mancanza comporta la nullità del contratto. (Diritto civile — Contratto (c.c. artt. 1350, 1418))
30. Il contratto è annullabile, ai sensi dell'articolo 1425 e seguenti del Codice civile, quando è stato concluso da:
L'annullabilità colpisce i contratti conclusi da un incapace o inficiati da vizi del consenso (errore, violenza, dolo), a differenza della nullità che deriva da carenze strutturali o illiceità. (Diritto civile — Contratto (c.c. artt. 1425, 1427))
31. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente una differenza tra nullità e annullabilità del contratto?
La nullità è azionabile da chiunque vi abbia interesse ed è rilevabile d'ufficio, mentre l'azione di annullamento è riservata alla parte protetta dalla norma; inoltre solo il contratto annullabile è suscettibile di convalida. (Diritto civile — Contratto (c.c. artt. 1421, 1441, 1444))
32. Tizio, maggiorenne, conclude un contratto di vendita essendo stato tratto in inganno da artifizi e raggiri posti in essere dolosamente da Caio, controparte contrattuale. Il contratto così concluso è:
Il dolo determinante posto in essere da una parte per indurre l'altra a contrarre rende il contratto annullabile su richiesta della parte raggirata. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1439))
33. L'azione di annullamento del contratto si prescrive, salvo diversa disposizione di legge, nel termine di:
L'azione di annullamento si prescrive in cinque anni, termine che decorre da momenti diversi a seconda della causa di annullabilità. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1442))
34. Nei contratti a prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le proprie obbligazioni, l'altro può a sua scelta chiedere:
L'art. 1453 c.c. attribuisce al contraente non inadempiente la scelta tra chiedere l'adempimento o la risoluzione del contratto, oltre al risarcimento del danno. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1453))
35. Nei contratti a esecuzione continuata o periodica ovvero a esecuzione differita, se la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che deve tale prestazione può domandare:
L'art. 1467 c.c. consente la risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta nei contratti di durata, con facoltà della controparte di evitarla offrendo un'equa modifica delle condizioni contrattuali. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1467))