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🏛️ Ordinamento enti locali I: autonomia, statuti, tipi di ente e funzioni (TUEL)

Ordinamento degli enti locali: autonomia, statuti, tipi di ente e funzioni

Il Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — TUEL) costituisce la fonte primaria di riferimento per l'organizzazione di Comuni, Province, Città metropolitane e Unioni di Comuni, letta alla luce del Titolo V della Costituzione. L'art. 114 Cost. qualifica Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato come enti costitutivi della Repubblica, ciascuno dotato di autonomia con propri statuti, poteri e funzioni. L'art. 3 TUEL declina questa autonomia in più dimensioni: statutaria, normativa, organizzativa, amministrativa, nonché impositiva e finanziaria, quest'ultima esercitata nell'ambito delle leggi di coordinamento della finanza pubblica.

Lo statuto (art. 6 TUEL), approvato dal Consiglio con maggioranza qualificata, definisce le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente, le forme di partecipazione popolare, di accesso e di collaborazione tra enti; entra in vigore trascorsi trenta giorni dall'affissione all'albo pretorio. I regolamenti (art. 7 TUEL), subordinati allo statuto, disciplinano in modo più analitico l'esercizio delle funzioni e l'organizzazione degli uffici, nel rispetto dei principi fissati dalla legge.

Il Comune, definito dall'art. 3 TUEL come l'ente che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo, è titolare di una competenza amministrativa generale e residuale (art. 13 TUEL): tutte le funzioni riguardanti popolazione e territorio comunale, salvo quelle espressamente attribuite ad altri soggetti. A questa competenza propria si affiancano funzioni fondamentali (organizzazione generale, servizi pubblici locali, urbanistica, protezione civile, rifiuti, sociale, edilizia scolastica, polizia locale) e funzioni conferite da Stato o Regione, oltre a servizi di rilievo statale — anagrafe, stato civile, elettorale — nei quali il Sindaco opera come ufficiale di Governo.

La legge 56/2014 (cd. Delrio) ha ridefinito la Provincia come ente di area vasta con organi elettivi di secondo grado (Presidente, Consiglio provinciale, Assemblea dei sindaci), titolare di funzioni quali la pianificazione territoriale di coordinamento, le strade provinciali e l'edilizia scolastica superiore. La stessa legge ha istituito le Città metropolitane, con Sindaco metropolitano, Consiglio e Conferenza metropolitana, e ha disciplinato Unioni e fusioni di Comuni quali strumenti di gestione associata delle funzioni.

Completano il quadro le forme associative previste dagli artt. 30-34 TUEL — convenzioni, consorzi, Unioni, accordi di programma — che, insieme al riparto delle funzioni amministrative fissato dall'art. 118 Cost. secondo i criteri di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, permettono di allocare le funzioni al livello di governo più idoneo, privilegiando in via generale il Comune quale ente più vicino ai cittadini.

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Preguntas de muestra (35)

1. Ai sensi dell'articolo 114 della Costituzione, la Repubblica è costituita da quali soggetti?

  1. Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato
  2. Solo Comuni, Province e Regioni, con esclusione dello Stato
  3. Comuni, Regioni e Stato, con esclusione di Province e Città metropolitane
  4. Stato, Regioni e Città metropolitane, con esclusione di Comuni e Province

L'art. 114 Cost. elenca Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato come enti costitutivi della Repubblica. (Ordinamento enti locali - Autonomia degli enti locali (Cost. art. 114))

2. Secondo l'articolo 114, secondo comma, della Costituzione, i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi che dispongono di:

  1. propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione
  2. potestà legislativa esclusiva in ogni materia
  3. personalità giuridica di diritto privato equiparata alle società
  4. un unico statuto comune approvato dallo Stato

L'art. 114, co. 2, Cost. riconosce a tali enti autonomia con propri statuti, poteri e funzioni nei limiti dei principi costituzionali. (Ordinamento enti locali - Autonomia degli enti locali (Cost. art. 114))

3. Il principio di sussidiarietà verticale, richiamato dall'articolo 118 della Costituzione, comporta che le funzioni amministrative siano attribuite in via primaria:

  1. ai Comuni, salvo conferimento a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato per assicurarne l'esercizio unitario
  2. sempre allo Stato, che le delega successivamente agli enti territoriali
  3. alle Regioni, quale livello di governo intermedio privilegiato
  4. alle Città metropolitane, in quanto enti di piu recente istituzione

L'art. 118, co. 1, Cost. attribuisce le funzioni amministrative in via primaria ai Comuni, salvo conferimento a livelli superiori per assicurarne l'esercizio unitario. (Ordinamento enti locali - Sussidiarietà verticale (Cost. art. 118))

4. Il principio di sussidiarietà orizzontale, previsto dall'articolo 118, ultimo comma, della Costituzione, riguarda:

  1. il favore per l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale
  2. il riparto delle funzioni legislative tra Stato e Regioni
  3. l'obbligo per i Comuni di associarsi in Unioni
  4. il controllo sostitutivo del Governo sugli organi regionali

L'ultimo comma dell'art. 118 Cost. impegna Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni a favorire l'autonoma iniziativa dei cittadini per attività di interesse generale. (Ordinamento enti locali - Sussidiarietà orizzontale (Cost. art. 118))

5. Accanto alla sussidiarietà, l'articolo 118 della Costituzione richiama, quali criteri per l'allocazione delle funzioni amministrative, anche:

  1. la differenziazione e l'adeguatezza
  2. la proporzionalità e l'attribuzione, propri del diritto dell'Unione europea
  3. la gerarchia e la competenza per materia
  4. l'economicità e la trasparenza, propri della legge 241/1990

L'art. 118, co. 1, Cost. richiama, insieme alla sussidiarietà, anche i criteri di differenziazione e adeguatezza. (Ordinamento enti locali - Criteri di allocazione delle funzioni (Cost. art. 118))

6. Un Comune approva un regolamento tributario relativo a un tributo locale, nell'esercizio della propria autonomia impositiva. Tale potestà, riconosciuta dall'art. 3 TUEL accanto all'autonomia statutaria, normativa, organizzativa e amministrativa, comprende in particolare l'autonomia impositiva e finanziaria, esercitata:

  1. nell'ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica
  2. senza alcun vincolo statale, quale potestà originaria e assoluta
  3. solo previa autorizzazione della Corte dei conti per ogni singolo tributo
  4. esclusivamente tramite delega della Regione di appartenenza

L'art. 3 TUEL riconosce l'autonomia impositiva e finanziaria nell'ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica. (Ordinamento enti locali - Autonomia impositiva e finanziaria (TUEL art. 3))

7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del TUEL, il Comune è definito come l'ente locale che:

  1. rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo
  2. esercita in via esclusiva le funzioni legislative regionali delegate
  3. costituisce una articolazione decentrata dello Stato priva di autonomia
  4. opera solo in via sussidiaria rispetto alla Provincia

L'art. 3, co. 2, TUEL definisce il Comune come l'ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo. (Ordinamento enti locali - Definizione di Comune (TUEL art. 3))

8. La determinazione delle funzioni fondamentali dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane, insieme alla legislazione elettorale e agli organi di governo di tali enti, è attribuita dalla Costituzione:

  1. alla competenza legislativa esclusiva dello Stato (art. 117, secondo comma, lett. p)
  2. alla competenza legislativa concorrente tra Stato e Regioni
  3. alla competenza legislativa residuale delle Regioni
  4. alla potestà statutaria di ciascun ente locale interessato

L'art. 117, co. 2, lett. p), Cost. riserva alla legislazione esclusiva dello Stato la disciplina di legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane. (Ordinamento enti locali - Funzioni fondamentali riservate alla legge statale (Cost. art. 117, co. 2, lett. p))

9. L'autonomia statutaria degli enti locali, riconosciuta dall'art. 114 Cost. e disciplinata dal TUEL, si esercita:

  1. nell'ambito dei principi fissati dalla legge, che resta la fonte sovraordinata rispetto allo statuto
  2. senza alcun vincolo legislativo, in quanto lo statuto prevale sempre sulla legge statale
  3. solo previa autorizzazione della Regione territorialmente competente
  4. esclusivamente per i Comuni capoluogo di Provincia

Lo statuto si colloca nell'ambito dei principi fissati dalla legge, che resta fonte sovraordinata rispetto alla potestà statutaria dell'ente. (Ordinamento enti locali - Rapporto tra statuto e legge (Cost. art. 114; TUEL art. 6))

10. Un Comune intende disciplinare con proprio atto le modalità di svolgimento dei referendum consultivi locali, in assenza di una legge statale di dettaglio. Sulla base del principio di autonomia normativa (art. 3 TUEL), tale disciplina trova la propria sede naturale:

  1. nello statuto e nei regolamenti comunali, nell'ambito dei principi fissati dalla legge
  2. in un'ordinanza contingibile e urgente del Sindaco
  3. in una determinazione del responsabile del servizio elettorale
  4. in una circolare della Prefettura territorialmente competente

La disciplina degli istituti di partecipazione popolare, tra cui i referendum consultivi, trova sede nello statuto e nei regolamenti dell'ente, nell'ambito dei principi di legge. (Ordinamento enti locali - Autonomia normativa e partecipazione popolare (TUEL artt. 3, 8))

11. Un Comune valuta se poter istituire liberamente nuovi tributi locali senza tener conto di alcuna normativa statale. L'autonomia impositiva e finanziaria degli enti locali, richiamata dall'art. 3 TUEL in collegamento con l'art. 119 della Costituzione, si esercita invece:

  1. nell'ambito delle leggi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario
  2. in totale assenza di vincoli statali, quale potestà originaria ed esclusiva
  3. solo con l'autorizzazione preventiva della Corte dei conti per ogni singola entrata
  4. unicamente attraverso trasferimenti erariali vincolati

L'autonomia finanziaria di entrata e di spesa degli enti locali si esercita nell'ambito delle leggi statali di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. (Ordinamento enti locali - Autonomia finanziaria (Cost. art. 119; TUEL art. 3))

12. Il riconoscimento di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni come enti costitutivi della Repubblica (art. 114 Cost.) comporta, rispetto al passato, che tali enti:

  1. non sono piu considerati articolazioni periferiche dello Stato, ma soggetti autonomi titolari di potestà proprie
  2. perdono ogni autonomia impositiva a favore dello Stato centrale
  3. sono equiparati, quanto a natura giuridica, alle aziende speciali
  4. sono sottoposti a un rapporto di gerarchia diretta nei confronti della Regione

La riforma del Titolo V ha superato la concezione degli enti locali come mere articolazioni statali, riconoscendone la piena autonomia costituzionale. (Ordinamento enti locali - Enti costitutivi della Repubblica (Cost. art. 114))

13. Quando una funzione amministrativa viene sottratta al Comune e attribuita alla Regione per assicurarne l'esercizio unitario ai sensi dell'art. 118 Cost., tale conferimento deve rispettare, oltre alla sussidiarietà, anche i principi di:

  1. differenziazione e adeguatezza
  2. specialità e riserva di legge assoluta
  3. proporzionalità e sussunzione, mutuati dal diritto penale
  4. gerarchia delle fonti e tipicità degli atti amministrativi

Il conferimento di funzioni a un livello superiore deve sempre rispettare, insieme alla sussidiarietà, anche differenziazione e adeguatezza. (Ordinamento enti locali - Conferimento di funzioni (Cost. art. 118))

14. L'articolo 114, terzo comma, della Costituzione stabilisce che:

  1. Roma è la capitale della Repubblica e la legge dello Stato disciplina il suo ordinamento
  2. le Città metropolitane sostituiscono integralmente le Regioni nel territorio di competenza
  3. i Comuni non possono avere un proprio statuto autonomo
  4. le Province sono soppresse su tutto il territorio nazionale

L'art. 114, co. 3, Cost. dispone che Roma è la capitale della Repubblica e che la legge dello Stato ne disciplina l'ordinamento. (Ordinamento enti locali - Roma Capitale (Cost. art. 114))

15. Un'associazione di cittadini propone al Comune di gestire autonomamente la manutenzione di un'area verde di interesse generale. Il Comune valuta favorevolmente l'iniziativa e ne favorisce la realizzazione. Tale comportamento amministrativo trova il proprio fondamento nel principio di:

  1. sussidiarietà orizzontale (art. 118, ultimo comma, Cost.)
  2. sussidiarietà verticale (art. 118, primo comma, Cost.)
  3. leale collaborazione tra Stato e Regioni
  4. equiordinazione delle fonti del diritto

Il favore per l'iniziativa autonoma dei cittadini nello svolgimento di attività di interesse generale è espressione della sussidiarietà orizzontale. (Ordinamento enti locali - Sussidiarietà orizzontale (Cost. art. 118))

16. Quale delle seguenti affermazioni sull'art. 114 della Costituzione non è corretta?

  1. le Regioni sono escluse dall'elenco degli enti costitutivi della Repubblica
  2. i Comuni sono enti costitutivi della Repubblica
  3. le Città metropolitane sono enti costitutivi della Repubblica
  4. le Province sono enti costitutivi della Repubblica

Le Regioni sono espressamente incluse tra gli enti costitutivi della Repubblica dall'art. 114 Cost.: l'affermazione che le escluda è pertanto errata. (Ordinamento enti locali - Enti costitutivi della Repubblica (Cost. art. 114))

17. L'autonomia organizzativa riconosciuta dall'art. 3 TUEL trova concreta attuazione, tra l'altro, nel potere dell'ente locale di adottare regolamenti sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto:

  1. dei criteri generali stabiliti dal Consiglio e dei principi generali di organizzazione del lavoro pubblico
  2. delle sole indicazioni sindacali di categoria
  3. delle direttive vincolanti del Prefetto
  4. dello statuto della Regione di appartenenza

Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi è adottato nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio e dei principi generali sul lavoro pubblico. (Ordinamento enti locali - Autonomia organizzativa (TUEL artt. 3, 89))

18. Nella gerarchia delle fonti relative agli enti locali, lo statuto comunale si colloca:

  1. in posizione subordinata alla Costituzione e alla legge, ma sovraordinata rispetto ai regolamenti dell'ente
  2. allo stesso livello delle leggi costituzionali
  3. in posizione sovraordinata rispetto alla legge statale in ogni materia
  4. su un piano paritario con i regolamenti comunali, senza alcuna gerarchia interna

Lo statuto è subordinato a Costituzione e legge, ma sovraordinato rispetto ai regolamenti dell'ente, che devono rispettarne i principi. (Ordinamento enti locali - Gerarchia delle fonti locali (TUEL artt. 6-7))

19. Un Comune adotta un regolamento in contrasto con una previsione del proprio statuto. In base al rapporto tra le fonti dell'ordinamento locale, tale regolamento è:

  1. illegittimo, perché il regolamento deve rispettare i principi e le norme fondamentali fissati dallo statuto
  2. pienamente valido, perché regolamento e statuto hanno pari forza
  3. valido, perché il regolamento prevale sempre sullo statuto in quanto atto successivo
  4. valido solo se approvato dal Consiglio a maggioranza assoluta

Il regolamento deve rispettare i principi e le norme fondamentali fissati dallo statuto: in caso di contrasto è illegittimo. (Ordinamento enti locali - Rapporto statuto-regolamento (TUEL artt. 6-7))

20. L'espressione enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni, riferita dall'art. 114 Cost. a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, indica che:

  1. ciascuno di tali enti possiede una sfera di autonomia costituzionalmente garantita, pur nell'ambito dei principi fissati dalla Costituzione
  2. tutti questi enti condividono un unico statuto nazionale
  3. solo le Regioni dispongono di potestà statutaria, mentre gli enti locali ne sono privi
  4. lo statuto di ciascun ente deve essere approvato con legge dello Stato

L'art. 114, co. 2, Cost. garantisce a ciascun ente una sfera di autonomia costituzionale, nei limiti dei principi costituzionali. (Ordinamento enti locali - Autonomia costituzionale degli enti (Cost. art. 114))

21. In sede di redazione dello statuto, gli amministratori di un Comune si interrogano su quale debba essere il contenuto minimo essenziale dell'atto. Ai sensi dell'art. 6 TUEL, lo statuto, nell'ambito dei principi fissati dal testo unico, stabilisce anzitutto:

  1. le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente
  2. l'importo delle tariffe dei servizi pubblici locali
  3. il bilancio di previsione dell'esercizio in corso
  4. la composizione nominativa della Giunta comunale

L'art. 6 TUEL affida allo statuto la definizione delle norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente. (Ordinamento enti locali - Contenuto dello statuto (TUEL art. 6))

22. Lo statuto comunale è deliberato dal Consiglio con una maggioranza qualificata; qualora tale maggioranza non venga raggiunta in prima votazione, la disciplina dell'art. 6 TUEL prevede che:

  1. la votazione sia ripetuta in successive sedute, con approvazione se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati
  2. lo statuto si intenda automaticamente respinto in via definitiva
  3. la decisione sia rimessa al Prefetto
  4. si applichi lo statuto tipo regionale in via sostitutiva

L'art. 6, co. 4, TUEL prevede la ripetizione della votazione in sedute successive, con approvazione se si ottiene per due volte la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. (Ordinamento enti locali - Approvazione dello statuto (TUEL art. 6))

23. In prima votazione, l'articolo 6 del TUEL richiede per l'approvazione dello statuto comunale:

  1. il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati
  2. la maggioranza semplice dei presenti
  3. l'unanimità dei consiglieri assegnati
  4. il voto favorevole della sola Giunta comunale

L'art. 6, co. 4, TUEL richiede in prima votazione il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. (Ordinamento enti locali - Maggioranza per l'approvazione dello statuto (TUEL art. 6))

24. Lo statuto comunale, dopo l'approvazione, è soggetto a forme di pubblicità che, secondo l'art. 6 TUEL, comprendono:

  1. la pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione e l'affissione all'albo pretorio dell'ente
  2. la sola comunicazione informale ai capigruppo consiliari
  3. la pubblicazione esclusiva sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea
  4. la notifica individuale a ciascun cittadino residente

L'art. 6 TUEL prevede la pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione e l'affissione all'albo pretorio dell'ente. (Ordinamento enti locali - Pubblicità dello statuto (TUEL art. 6))

25. Ai sensi dell'articolo 6, comma 4, del TUEL, lo statuto comunale entra in vigore:

  1. decorsi trenta giorni dalla sua affissione all'albo pretorio dell'ente
  2. il giorno stesso della deliberazione consiliare di approvazione
  3. dopo l'approvazione da parte della Regione
  4. dopo un anno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

Lo statuto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all'albo pretorio dell'ente, ai sensi dell'art. 6, co. 4, TUEL. (Ordinamento enti locali - Entrata in vigore dello statuto (TUEL art. 6))

26. Un Comune deve individuare la fonte piu idonea per disciplinare in modo puntuale l'organizzazione di un proprio servizio, nel rispetto dello statuto vigente. Ai sensi dell'art. 7 TUEL, tale disciplina è affidata:

  1. ai regolamenti, adottati nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dello statuto, nelle materie di competenza dell'ente
  2. a un'ordinanza sindacale contingibile e urgente
  3. a una circolare della Prefettura
  4. a un atto unilaterale del Segretario comunale privo di base statutaria

L'art. 7 TUEL affida ai regolamenti, adottati nel rispetto della legge e dello statuto, la disciplina puntuale delle materie di competenza dell'ente. (Ordinamento enti locali - Potestà regolamentare (TUEL art. 7))

27. L'adozione dei regolamenti, salvo quello sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, rientra tipicamente tra le competenze:

  1. del Consiglio comunale, quale organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo
  2. esclusive del Sindaco quale organo monocratico
  3. del Segretario comunale, in via di supplenza degli organi elettivi
  4. dei singoli dirigenti, senza necessità di atto deliberativo

L'adozione dei regolamenti, salvo quello sull'ordinamento degli uffici e dei servizi di competenza della Giunta, spetta al Consiglio quale organo di indirizzo. (Ordinamento enti locali - Competenza sui regolamenti (TUEL artt. 7, 42))

28. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, richiamato dall'art. 7 TUEL, e tipicamente adottato:

  1. dalla Giunta, nell'ambito dei criteri generali stabiliti dal Consiglio, in coerenza con la distinzione tra indirizzo politico e gestione
  2. dal Consiglio comunale in via esclusiva, come per lo statuto
  3. dal Segretario comunale con proprio atto autonomo
  4. dal Prefetto su proposta del Sindaco

Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi è adottato dalla Giunta nell'ambito dei criteri generali fissati dal Consiglio, coerentemente con la distinzione tra indirizzo politico e gestione. (Ordinamento enti locali - Regolamento sugli uffici e servizi (TUEL artt. 7, 48, 89))

29. La potestà regolamentare degli enti locali trova un espresso fondamento anche nella Costituzione, all'articolo:

  1. 117, sesto comma, secondo cui Comuni, Province e Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite
  2. 111, in materia di giusto processo
  3. 97, che si riferisce solo alla dirigenza statale
  4. 138, relativo al procedimento di revisione costituzionale

L'art. 117, co. 6, Cost. riconosce a Comuni, Province e Città metropolitane la potestà regolamentare sull'organizzazione e sullo svolgimento delle funzioni attribuite. (Ordinamento enti locali - Potestà regolamentare costituzionale (Cost. art. 117, co. 6))

30. Tra i contenuti tipici dello statuto comunale, l'art. 6 TUEL richiama espressamente la disciplina:

  1. delle forme di collaborazione fra Comuni e Province, della partecipazione popolare e dell'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi
  2. delle aliquote dei tributi comunali per l'anno in corso
  3. della pianta organica nominativa del personale dirigenziale
  4. del contenuto specifico di ogni singola determinazione dirigenziale

L'art. 6 TUEL richiede allo statuto di disciplinare forme di collaborazione, partecipazione popolare e accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti. (Ordinamento enti locali - Contenuti dello statuto (TUEL art. 6))

31. L'espressione utilizzata dall'art. 6 TUEL, secondo cui lo statuto è adottato nell'ambito dei principi fissati dal presente testo unico, indica che:

  1. lo statuto non può derogare ai principi generali stabiliti dalla legge statale sull'ordinamento degli enti locali
  2. il TUEL è una fonte meramente orientativa, priva di efficacia vincolante per gli statuti
  3. lo statuto sostituisce integralmente il TUEL per l'ente che lo adotta
  4. il TUEL si applica solo agli enti privi di statuto proprio

Lo statuto è vincolato al rispetto dei principi generali fissati dal TUEL, che resta fonte sovraordinata. (Ordinamento enti locali - Rapporto statuto-TUEL (TUEL art. 6))

32. Un Comune vuole disciplinare il quorum richiesto per la validità delle sedute del Consiglio in casi non previsti dalla legge. Tale disciplina trova la propria sede piu appropriata:

  1. nel regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale, nell'ambito dei principi statutari
  2. in un'ordinanza sindacale contingibile e urgente
  3. in una determinazione del Segretario comunale
  4. in una legge regionale ad hoc

Le regole di dettaglio sul funzionamento del Consiglio, nell'ambito dei principi statutari, trovano sede nel regolamento sul funzionamento del Consiglio. (Ordinamento enti locali - Regolamento sul funzionamento del Consiglio (TUEL artt. 7, 38))

33. La principale differenza funzionale tra statuto e regolamento dell'ente locale, secondo l'impianto degli artt. 6 e 7 TUEL, consiste nel fatto che:

  1. lo statuto detta le norme fondamentali di organizzazione dell'ente, mentre il regolamento ne disciplina in modo piu analitico l'attuazione nelle singole materie
  2. il regolamento richiede una maggioranza piu elevata rispetto allo statuto
  3. solo lo statuto è soggetto a pubblicazione all'albo pretorio
  4. il regolamento è una fonte sovraordinata allo statuto in materia finanziaria

Lo statuto contiene le norme fondamentali di organizzazione, mentre i regolamenti ne disciplinano in modo piu analitico l'attuazione nelle singole materie. (Ordinamento enti locali - Differenza statuto-regolamento (TUEL artt. 6-7))

34. Un Comune approva un regolamento che introduce una nuova fattispecie sanzionatoria di rilievo penale, ritenendo di poter integrare liberamente la disciplina legislativa statale. Tale regolamento risulta illegittimo perché la potestà regolamentare degli enti locali incontra il limite delle materie riservate alla legge, secondo il principio per cui:

  1. il regolamento non può derogare o modificare norme di rango legislativo, salvo espressa delegificazione
  2. il regolamento prevale sempre sulla legge ordinaria negli enti locali
  3. la potestà regolamentare e del tutto libera e priva di limiti
  4. solo la Regione può stabilire limiti alla potestà regolamentare comunale

Il regolamento non può derogare o modificare norme di rango legislativo, salvo espressa delegificazione: le materie riservate alla legge restano fuori dalla potestà regolamentare. (Ordinamento enti locali - Limiti della potestà regolamentare (TUEL art. 7))

35. L'organo competente ad approvare lo statuto comunale è:

  1. il Consiglio comunale
  2. la Giunta comunale
  3. il Sindaco in via esclusiva
  4. il Segretario comunale

L'approvazione dello statuto spetta al Consiglio comunale, con la maggioranza qualificata prevista dall'art. 6 TUEL. (Ordinamento enti locali - Organo competente sullo statuto (TUEL art. 6))

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